La pubblicità mobile corre su Twitter

Twitter su uno smartphone - GettyImages
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La sfida tra i social network si gioca sempre più sul terreno dell'advertising su dispositivi portatili. Il servizio di microblogging, che punta al miliardo di raccolta nel 2014, ne ha ricavato dal settore il 53% nel 2012. INFOGRAFICA

di Raffaele Mastrolonardo

Le ultime voci dicono che approderà in borsa nel 2014. Ma anche se non accadrà, il prossimo anno sembra destinato ad essere comunque importante per Twitter. Potrebbe essere ricordato, infatti, come quello del primo miliardo di dollari. Di pubblicità, ovviamente. A dipingere di rosa l'avvenire prossimo del sito di microblogging è la società di analisi di mercato e-marketer. Secondo la quale l'azienda dei cinguettii incasserà nel 2013 583 milioni di dollari grazie alle réclame, un cifra che salirà fino a 950 milioni l'anno successivo. Ma le buone notizie non finiscono qui. Infatti, la maggior parte di questi dollari dovrebbero arrivare dal settore mobile: 53% nel 2012, 60% nel 2013. Una percentuale che mette Twitter in ottima posizione nella sfida tra colossi del web che più che mai si giocherà sugli smartphone e sui tablet, dispositivi sempre più utilizzati dagli utenti per accedere alla Rete.

Meglio dei rivali – Una così alta percentuale di proventi pubblicitari dal mobile pone infatti l'azienda di Dick Costolo un passo davanti a Facebook e Google, che pure fatturano di più in termini assoluti. Nell'ultimo trimestre il social network di Mark Zuckerberg ha incassato 1,33 miliardi di dollari dalla pubblicità, “solo” il 23% dei quali dal mobile (circa 305 milioni di dollari). Quanto a Google, la quota di proventi che arrivano dalla vendita di inserzioni sui telefonini non è ufficiale. Tuttavia, per ciò che riguarda la pubblicità basata sulla ricerca – che costituisce il grosso delle entrate dell'azienda – la fetta che viene dai telefonini è stata recentemente stimata intorno al 32 %. Nel complesso (comprese le vendite di app) il mobile per il motore di Mountain View è oggi un business da 8 miliardi di dollari l'anno.



Pubblicità “nativa” - Insomma, se si guarda ai numeri complessivi Twitter è ancora indietro ma per ciò che concerne la penetrazione sui telefonini, ovvero il mercato più promettente in futuro, guarda tutti dall'alto. Come è stato osservato, gioca a favore dell'azienda la natura stessa del suo servizio che permette agli inserzionisti di offrire pubblicità “nativa” (sotto forma di tweet promossi o sponsorizzati), ovvero perfettamente integrati nel flusso di informazioni che arrivano all'utente. Un tipo di esperienza che non cambia molto da piattaforma a piattaforma e si adatta bene anche alla fruizione su smartphone. E' probabile che sia questa una delle ragioni del recente cambiamento di look di Facebook che ha dato molta più importanza al News Feed, ovvero la pagina in cui scorrono gli aggiornamenti sulle attività degli amici che dovrebbe catalizzare sempre di più l'attenzione degli utenti (e dunque degli inserzionisti).

Il mercato – Secondo la società di analisi e consulenza Gartner, il mercato globale della pubblicità mobile raggiungerà 11,4 miliardi di dollari nel 2013 (dai 9,6 miliardi del 2012) per salire a 13,5 miliardi nel 2014 ed “esplodere” verso 24,5 miliardi nel 2016. Da punto di vista geografico la parte del leone la fa l'Asia, anche se Stati Uniti ed Europa nel tempo accorceranno le distanze. Quanto alle tipologie di pubblicità, quella basata sulla ricerca di informazioni contribuirà maggiormente alla crescita del settore anche se la sua forza relativa andrà progressivamente in diminuzione, dice Gartner, a favore del “display”, Quest'ultimo resterà equamente diviso tra réclame proposte  all'interno delle app e quelle sul web, ovvero attraverso la navigazione via browser, il cui peso in termini di fatturato è destinato però a diventare preponderante dal 2015 in poi.

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