Debiti PA, dal parlamento arriva il via libera

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Aggiornato il Def con le necessarie correzioni di finanza pubblicare per sbloccare i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione. Ora tocca al governo varare il decreto. Tra le possibili soluzioni un anticipo dell'aumento dell'addizionale Irpef

Il primo passo è stato fatto. Il Parlamento, all'unanimità sia alla Camera che al Senato, con il benestare anche del Movimento 5 Stelle, ha approvato l'aggiornamento del Def che contiene le necessarie correzioni di finanza pubblica che permetteranno i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione. Ora tocca al governo, marecoledì, compiere il secondo 'step' decisivo, con il decreto all'esame del consiglio dei ministri per lo sblocco di 40 miliardi di euro in due anni. Sul testo si sta lavorando fino all'ultimo momento, ma tra le ipotesi spunta anche quella di un possibile anticipo al 2013 dell'aumento dell'addizionale regionale Irpef. Una mossa che permetterebbe di reperire almeno parte delle risorse da destinare alle imprese, a cui verrebbero quindi girati i maggiori incassi delle Regioni.

Vietato superare la soglia del 3% del deficit - L'intervento del governo sarà "rapido", ha assicurato il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ma avrà come limite "invalicabile" quello di mantenere il deficit sotto il 3%. Per questo la soglia del 2,9% indicata nell'ultima versione del Def deve essere "salvaguardata" e mai superata. I pagamenti di debiti di parte capitale, compresi quelli delle Province in favore dei Comuni, maturati al 31 dicembre 2012, verranno quindi innanzitutto esclusi dai vincoli del patto di stabilità interno. La priorità assoluta verrà data alle imprese piuttosto che alle banche, alle quali andrà, come indicato dallo stesso ministro solo prima di Pasqua, una parte "minoritaria" dei 40 miliardi. La cifra verrà ripartita tra Stato, sanità' e Regioni, Province e Comuni: agli enti locali, ha spiegato Grilli, andranno 12 miliardi nel 2013 e 7 miliardi nel 2014, alla sanità 5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014 e allo Stato 7 miliardi in due anni.

Sanzioni per amministrazioni ritardatarie
- Per assicurarsi che le amministrazioni siano solerti nei pagamenti, ora come negli anni a venire, saranno previste sanzioni contro i ritardatari. Clausola questa prevista anche nella risoluzione parlamentare approvata al Senato: il provvedimento per il pagamento dei debiti, si legge infatti, dovrà "monitorare il rispetto degli adempimenti da parte delle amministrazioni beneficiarie, sanzionandone l'inerzia". E dovranno essere inseriti anche "elementi cogenti per rendere obbligatoria, dal parte della P.a. l'adesione al piano straordinario di pagamento dei debiti".

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