Governo: 40 miliardi entro il 2014 per pagare debiti PA

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L'annuncio dopo l'ultimo Consiglio dei ministri: "20 miliardi entro quest'anno e 20 l'anno prossimo per sbloccare i pagamenti della Pubblica amministrazione". Confindustria: "primo passo" da finalizzare in "tempi rapidi". Confcommercio: "Ennesimo rinvio"

Per sbloccare i pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione il governo prevede di immettere liquidità nel sistema economico per circa 20 miliardi nella seconda parte del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014.  E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

"Il ministro dell'Economia, sentito il Ministro degli Affari europei – si legge nella nota - ha illustrato la relazione con cui il Governo intende informare il Parlamento sulle misure per favorire l'accelerazione del pagamento dei debiti della Pa verso i propri fornitori e dell'impatto sulla crescita dell'economia e sull'andamento dei conti pubblici per gli anni 2013 e 2014".

Monti: "Non si violano le norme" - "Figuratevi se, in un momento delicato, con la situazione di Cipro, qualcuno può pensare di mettere a rischio la situazione", ha commentato invece il premier Mario Monti, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se il provvedimento potesse preoccupare i mercati internazionali.
Il premier, poco prima, aveva precisato che questa decisione ora è possibile perché dopo le ultime decisioni di Bruxelles "non si violano le norme Ue e ci si può permettere di licenziare provvedimenti che consentono di allargare i cordoni della borsa".

Squinzi: "Un primo passo". Sangalli: "Ennesimo rinvio"
- Reazioni contrastanti, dal mondo delle imprese. "Le decisioni assunte oggi dal Consiglio dei Ministri vanno nella direzione giusta, volte a ridare un po' di fiducia" ha detto il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Ma rappresentano "un primo passo e vanno finalizzate in tempi rapidi". "E' da un po' di tempo - ha aggiunto - che stiamo vivendo col morale sotto i tacchi".
Più duro il commento del presidente di Confcommercio e Rete Imprese Italia Carlo Sangalli. "Assistiamo ora all'ennesimo rinvio, di fatto, e senza individuare soluzioni immediatamente operative. Ogni giorno che passa molte imprese chiudono perché lo stato non onora i suoi debiti e questo è inaccettabile".

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