Crisi Cipro, sale la tensione. Ultimatum della Ue

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Aut aut della Banca centrale europea in vista della riapertura degli istituti di credito, prevista per martedì 26 marzo: "Presentare un credibile piano B, alternativo al salvataggio bocciato dal Parlamento". E il governo pensa a un fondo di solidarietà

Ultimatum della Bce alle banche di Cipro: la banca centrale europea manterrà l'attuale livello di liquidità di emergenza fino a lunedì 25 marzo.
L'assistenza di liquidità potrebbe essere riconsiderata solo in presenza di un programma dell'Ue e del Fmi che assicuri la solvibilità delle banche in difficoltà.
L'Ue parla di "rischi sistemici" e sollecita a "lavorare a una soluzione". Il prelievo forzoso sui depositi bancari è "inevitabile" o si rischia il crack. Ma secondo il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem si devono tutelare i conti sotto i 100.000 euro.
E intanto Standard & Poor's taglia il rating dell'isola a 'ccc' da 'ccc+'.

L'ultimatum della Ue - L'Ue chiede tre cose a Cipro, in vista della prevista riapertura delle banche martedì 26 marzo: "Presentare un credibile piano B, alternativo al salvataggio bocciato dal Parlamento, predisporre controlli a lungo termine sui capitali delle banche e preparare la fusione delle due principali banche in difficoltà".
Nicosia però insiste, niente prelievo sui conti. Il governo e i partiti si sono accordati "all'unanimità" sulla creazione di un Fondo di Solidarietà per contribuire al salvataggio del settore finanziario. "Sono ottimista circa una soluzione. L'obiettivo di tutti e' evitare il fallimento di Cipro", ha detto il capo del partito governativo Disy, Averof Neofitu al termine di una riunione tra il presidente cipriota, il conservatore Nikos Anatasiades, i leader dei partiti e la banca centrale di Cipro. Neofitu non ha aggiunto dettagli su come verrebbe alimentato il Fondo, limitandosi a segnalare che potrebbe essere istituito tramite decreto legge o legge.

La preoccupazione di Mosca - E' a repentaglio l'intero sistema bancario del Paese. La prima vittima è stata la Cyprus Popular Bank nota in patria come Laiki Bank: verrà smantellata ma proseguirà le attività, ha annunciato il governatore della banca centrale cipriota, Panicos Demetriades, aggiungendo però che i depositi sotto i 100 mila euro verranno protetti. Mosca dal canto suo ha sottolineato ancora che il prelievo straordinario sui depositi bancari è una misura sbagliata che in futuro potrebbe essere estesa ad altri Paesi dell'eurozona.

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