Crisi, il caso Cipro spaventa i mercati

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Borse giù dopo l'accordo per il salvataggio dell'isola con prelievo forzoso sui conti bancari. L'Eurogruppo invita a "salvaguardare" i depositi sotto i 100mila euro. A Nicosia, banche chiuse per due giorni. Mosca preoccupata. Abi: Italia solida

Il caso Cipro travolge l'Eurozona e riaccende le tensioni sui mercati. La decisione di tentare un salvataggio del paese con un piano da 10 miliardi, basato su un prelievo forzoso sui depositi bancari da 5,8 miliardi, ha avuto un duro impatto sui mercati finanziari e ha scatenato l'ira della Russia, sede di molte società con asset parcheggiati nelle banche dell'isola. Secondo gli esperti, si tratta di almeno 20 miliardi di dollari in depositi, a cui si aggiungono i circa 12 miliardi di dollari delle banche russe.
Solo martedì pomeriggio si saprà se il Parlamento cipriota ratificherà il piano di salvataggio negoziato con l'Unione europea. In vista del voto, il governo sta lavorando a una proposta per smorzare l'entità del prelievo sui conti bancari dei piccoli risparmiatori. Nel dettaglio, lo scorso fine settimana il governo cipriota e i finanziatori internazionali si sono accordati per fissare un'imposta sui depositi bancari che arriva al 6,7% per quelli sotto i 100.000 euro mentre per quelli di importo superiore tocca il 9,9%.

L'Eurogruppo chiede di proteggere i depositi - Intanto, arrivano le prime indiscrezioni sulla teleconferenza dell'Eurogruppo straordinario convocato per analizzare la questione cipriota. Secondo indiscrezioni, la riunione dei ministri delle finanze si sarebbe conclusa con la decisione di dare alle banche di Cipro maggiore flessibilità sulla percentuale del prelievo forzoso. "L'Eurogruppo ritiene che i piccoli depositi devono essere trattati diversamente dai grandi depositi e riafferma l'importanza di garantire quelli sotto i 100mila euro. Le autorità cipriote introdurranno una maggiore progressività nella tassa una tantum rispetto a quanto deciso il 16 marzo, fermo restando il tetto degli introiti stabilito". I ministri della zona euro in sessione straordinaria cercano di rimediare alla contestata intesa di sabato scorso in modo che anche il Parlamento di Nicosia possa dare il via libera al salvataggio.
Per pesare di meno sui piccoli risparmiatori, Cipro potrà ora decidere come ridistribuire l' 'una tantum'. L'importante, chiede l'Eurogruppo, è che resti invariato l'introito previsto di 5,8 miliardi di euro. Un'ipotesi è stangare del 15% i conti sopra i 500mila euro, per la maggior parte intestati a cittadini russi (il totale dei loro depositi ammonterebbe a circa 20 miliardi di euro su un totale di quasi 69 miliardi di euro depositati in tutte le banche cipriote).

Mercati in rosso - Aperture sono giunte anche dalla Bce, che hanno probabilmente contribuito a limitare i danni sui mercati. "Se il presidente di Cipro vuole cambiare qualcosa riguardo al  prelievo sui conti bancari può farlo. Deve solo assicurare che il  finanziamento sia intatto", dice l'esponente del board dell'Eurotower, Joerg Asmussen. Così come il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, spiega: "Il prelievo sui depositi sotto 100mila euro non è stata un'idea del governo tedesco. Se si trova un'altra soluzione noi non avremmo il minimo problema".
Così, dopo una seduta in profondo rosso, le borse europee hanno sì chiuso in negativo ma recuperato parte delle perdite: Francoforte ha chiuso a -0,4%, Parigi a -0,48% e Londra -0,49%. Milano e Madrid, che al giro di boa cedevano oltre il 2%, hanno invece lasciato sul terreno lo 0,85% e l'1,29%. Gli indici di Wall Street, nel frattempo, cedono circa lo 0,35%. Non troppo mosso lo spread, che ha chiuso intorno ai 325 punti.

Putin: tassa pericolosa - La Commissione europea continua comunque a difendere la scelta fatta e "sostiene pienamente il presidente Nikos Anastasiades e del popolo cipriota nei loro sforzi per ripristinare la stabilità finanziaria e per riportare il Paese su un percorso di crescita sostenibile", dice il portavoce di Olli Rehn, Simon O'Connor.
Non la pensa così il presidente russo Vladimir Putin ha definito il prelievo una tassa "ingiusta, non professionale e pericolosa". Sulla stessa linea, il premier della federazione, Dmitri Medvedev: "La possibile tassazione dei depositi bancari a Cipro sembra una confisca dei soldi altrui". In serata è arrivato inoltre l'invito del segretario al Tesoro Usa, Jack Lew, a trovare una soluzione "equa, responsabile e che garantisca la stabilità finanziaria".

Abi esclude il rischio contagio per le banche italiane - Sul fronte italiano, il presidente della Consob Giuseppe Vegas è intervenuto per rassicurare sul fatto che il nostro paese non corre nessun pericolo di contagio. Anche l'Abi ha sottolineato che l'esposizione delle banche italiane verso Cipro è "minima", per cui si può escludere il rischio contagio. "Le banche italiane - spiega l'associazione bancaria - hanno una posizione di grande solidità. Dai dati della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) risultano esposte verso Cipro in misura minima, complessivamente fra tutte sotto un miliardo di euro. Di qui la massima serenità nell'escludere il rischio contagio".
E, restando in Italia, c'è un precedente da ricordare: nel luglio 1992 il Governo Amato decise un intervento sul 6 per mille dei depositi (guarda il servizio)

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