Crisi Grecia: la troika torna ad Atene domenica 3 marzo

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I rappresentanti di Ue, Bce e Fmi saranno al ministero delle Finanze per discutere le riforme economiche e strutturali che il governo ellenico si è impegnato ad adottare. Sul tavolo privatizzazioni, sistema fiscale e licenziamenti nel settore pubblico

Il programma di privatizzazioni, la riforma del sistema fiscale e dei meccanismi di controllo e lo spinoso problema dei licenziamenti nel settore pubblico sono fra gli argomenti in discussione fra il ministero delle Finanze ellenico e i rappresentanti della troika - Paul Tomson (Fmi), Servaz Deruz (Ue) e Claus Mazuch (Bce) - che arriveranno ad Atene domenica 3 marzo.

I tre alti funzionari saranno preceduti nella capitale greca dal gruppo dei tecnici che dovranno cominciare i controlli sull'attuazione del programma per l'adeguamento di bilancio e le riforme economiche e strutturali previste dal Memorandum firmato dal governo ellenico con i rappresentanti dei creditori internazionali.

Per quanto riguarda il programma delle privatizzazioni, l'obiettivo rimane l'introito di 2,5 miliardi di euro nel 2013 per cui si spera in un andamento positivo - entro la fine di giugno - della vendita dell'Opap, l'azienda cui fa capo il redditizio sistema di calcio scommesse, e della Depa, la società greca del gas e della sua filiale di distribuzione, la Desfa.

La drastica riduzione del personale nel settore pubblico costituisce per la troika una delle condizioni indispensabili per la concessione della tranche di marzo da 2,8 miliardi di euro. Secondo il piano dei rappresentanti dei creditori internazionali, nel 2013 dovranno andare in mobilità ('status' che costituisce il primo passo verso il licenziamento) 25.000 dipendenti statali di cui la metà entro i primi sei mesi dell'anno. Da parte sua, il governo di Atene non è disposto ad aprire ora una questione così complessa in quanto teme una dura reazione sociale.

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