Cgil: "Pensioni, in 15 anni crollo del potere d'acquisto"

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Secondo uno studio del sindacato guidato da Susanna Camusso, tra il 1996 e il 2011 il calo è stato del 33%. E tra addizionale regionale Irpef, addizionale comunale, Imu e Tares nel 2013 se ne andranno mediamente 640 euro, il 12% in più rispetto al 2012

Negli ultimi 15 anni si è registrato un crollo vertiginoso del potere d'acquisto delle pensioni, diminuito del 33% nei confronti dell'economia reale.  In questo stesso arco temporale il valore di una pensione media è sceso del 5,1%. E' quanto emerge da una rilevazione dello Spi-Cgil.
I dati relativi al potere d'acquisto delle pensioni sono inoltre destinati a peggiorare nei prossimi anni per effetto del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero, che ha tolto mediamente 1.135 euro in due anni a 6 milioni di pensionati.

Perdite fino a 60 euro al mese - Un pensionato con un assegno di circa 1.200 euro netti ha perso infatti 28 euro al mese nel 2012 e nel 2013 ne perderà 60 mentre chi percepisce una pensione di circa 1.400 euro netti ha perso 37 euro al mese nel 2012 e ne perderà 78 nel 2013.
Come se non bastasse - continua lo Spi-Cgil - nel 2013 tasse e tariffe saranno alle stelle ed incideranno sui pensionati italiani per una spesa media totale di 2.064 euro pro-capite, ovvero il 20% in più rispetto al 2012.

Tasse e bollette, aumenti sino al 23% - Per le tasse tra addizionale regionale Irpef, addizionale comunale, Imu e Tares nel 2013 se ne andranno infatti mediamente 640 euro, il 12% in più rispetto al 2012.
Per quanto riguarda invece le tariffe la spesa media sarà di 1.424 euro tra telefonia fissa, acqua, luce, gas e riscaldamento. Pesano inoltre il Canone Rai e l'aumento dal 22% al 23% dell'Iva che scatterà il prossimo luglio.

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