Da Twitter a Facebook, prove di e-commerce

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Grazie ad un accordo con Twitter i titolari di carta di credito American Express potranno acquistare una serie di prodotti direttamente dal sito di microblogging. Intanto, il servizio di Zuckerberg sperimenta la funzionalità "Buy tickets"

di Raffaele Mastrolonardo

Scorrere la propria timeline su Twitter. Trovare un oggetto di nostro gradimento. Digitare un cinguettio corredato dell'apposito hashtag e procedere all'acquisto. Semplice, vero? E da qualche ora pure possibile. Almeno per i possessori di una carta di credito American Express. Il circuito finanziario ha infatti stretto una partnership con il social network per consentire ai propri clienti transazioni alla velocità di 140 caratteri. L'annuncio è stato dato, ovviamente via Twitter, il 13 febbraio e costituisce uno degli esperimenti più strutturati per portare il commercio elettronico sul sito di microblogging, da tempo alla ricerca di strategie di monetizzazione del proprio successo.

Da quel momento sulla timeline scorreranno anche hashtag promossi da American Express collegati a prodotti scontati e offerte speciali. Per acquistare i beni desiderati sarà sufficiente twittare un messaggio corredato dell'etichetta relativa per ricevere in risposta un hashtag di conferma. Basterà digitare nuovamente l'hashtag e il gioco, cioè l'acquisto, sarà fatto e consegnato a casa propria. Nel caso di offerte speciali, invece, dopo la conferma si può procedere alla spesa anche dal rivenditore desiderato.

F(acebook)-commerce – Insomma, almeno sulla carta, acquistare non è ma stato così facile. Secondo alcuni osservatori, questo esperimento potrebbe “servire da lezione” anche per altri soggetti. Dopo tutto i social network sono sempre più collegati alle decisioni di acquisto degli utenti tanto che qualcuno ha parlato di F-commerce, dove la “f” sta, ovviamente, per Facebook. A conferma di questa tendenza da qualche giorno il servizio di Mark Zuckerberg ha iniziato a sperimentare la funzionalità “Buy tickets” che permette agli utenti di comprare attraverso il “libro delle facce” biglietti per determinati eventi.

Preoccupazioni - La progressiva commercializzazione di questi spazi online potrebbe comunque non essere indolore. Nel caso dell'accordo tra Twitter e American Express, secondo alcuni osservatori, il rischio è il potenziale disturbo alle conversazioni. Soprattutto se altri rivenditori o servizi di pagamento (PayPal, per esempio) seguiranno l'esempio. “L'ambiente spontaneo e irritabile di Twitter – si è chiesto il magazine online ReadWriteWeb - sarà affogato da un diluvio di messaggi relativi a transazioni?”.

Futuro in borsa? - In attesa di capire come si svilupperà il fronte del commercio elettronico, di certo l'attivismo di Twitter cresce insieme alle mai sopite voci di una più o meno prossima discesa in borsa e di una valutazione stimata tra i 9 e gli 11 miliardi dollari. Recentemente, il servizio di microblogging ha lanciato Vine, un'applicazione per la creazione di micro-video di 6 secondi, e ha rinnovato il sistema attraverso cui i messaggi possono essere pubblicati in “embedding”, ovvero incorporati su pagine in giro per il web. L'obiettivo, come è stato scritto, è quello di rendere più agevole trasportare ciò che è prodotto su Twitter fuori dalle mura del social network (al contrario, si sottolinea, di quello che accade per Facebook). E questo potrebbe essere un modo per rendere il servizio, che conta ormai 200 milioni di utenti mensili, più appetibile per aziende in cerca di pubblicità.

 

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