Sempre più dati, sempre più mobili

Tra i responsabili dell'esplosione di dati in mobilità gli smartphone - GettyImages
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Secondo uno studio di Cisco, la quantità di informazione trasmessa in mobilità cresce sempre di più, anche se non in modo eguale nel mondo. Ed entro la fine del 2013, i dispositivi mobili connessi alla Rete supereranno per numero gli esseri umani

di Raffaele Mastrolonardo

885 petabyte. Più di 900 milioni di gigabyte. Circa 950 miliardi di megabyte. Insomma, più o meno, 300 miliardi di canzoni in mp3. E' questa la quantità di traffico dati generati nel 2012 attraverso dispositivi mobili nel mondo. In un mese. Sì, in soli 30 giorni. Erano 520 petabyte lo scorso anno e dunque la crescita è del 70%. A ricordarci quanta informazione siamo in grado di produrre con smartphone, telefonini, tablet e pure laptop collegati con chiavette Usb è l'ultimo aggiornamento del Visual Networking Index (Vni) di Cisco, il monitoraggio che la multinazionale americana realizza per tenere traccia dei dati scambiati attraverso applicazioni che consentono di produrre immagini e video e di condividerli con i nostri conoscenti. Il risultato è una fotografia, scattata in questo inizio di febbraio, di quanta importanza abbiano ormai assunto i dispositivi elettronici: secondo il rapporto, entro la fine del 2013 i dispositivi mobili connessi alla Rete nel globo supereranno per numero gli esseri umani e, nel 2017, saranno ben 10 miliardi, 1,4 a testa.

Gap continentali
– Comunque si guardino i numeri del Vni, il messaggio è chiaro: il mondo ha sempre più voglia di stare connesso in mobilità. Se lo si capiva dal successo di prodotti come l'iPhone di Apple o il Galaxy di Samsung, le cifre dei bit che scorrono nelle reti cellulari lo confermano. Da qui a 5 anni, i petabyte mensili diventeranno più di 11 mila. Tuttavia, oggi questo desiderio non è soddisfatto nella stessa misura ovunque. Secondo le statistiche del Vni, infatti, la stragrande maggioranza del traffico deriva ancora da Asia (310 petabyte), Stati Uniti (222 petabyte) ed Europa Occidentale (310). Il resto del mondo fatica a tenere il passo. Tutte insieme, Africa, America Latina e Europa orientale totalizzano appena 170 petabyte al mese. Da qui al 2017, comunque, il progresso maggiore dovrebbe parlare africano: la crescita del continente (insieme al Medio Oriente) è stimata al 77 %, la più alta tra le varie aree del mondo.

Sempre più smartphone - Ma attraverso quali dispositivi è generata questa informazione? Secondo Vni nel 2012 sono stati i laptop (attraverso chiavette Usb) i maggiori responsabili della trasmissione di dati producendo 402 petabye complessivi al mese e superando sul filo di lana gli smartphone (391). L'anno appena concluso sarà però l'ultimo nel quale i telefonini intelligenti si dovranno accontentare della seconda piazza. Il 2013 segnerà la svolta: dispositivi come iPhone o Galaxy partoriranno da soli oltre 850 petabyte di dati mensili contro i 523 dei computer portatili. Quanto ai tablet, le cui vendite sono in aumento, in termini assoluti di traffico sono ancora indietro (29 petabyte nel 2012), ma il loro peso percentuale nella produzione di dati è desinato a crescere. In media una tavoletta produce 2,4 volte il traffico di uno smartphone (820 megabyte al mese contro 342 lo scorso anno), mentre con i laptop si sale a 2,3 gigabyte.

Sempre più video
– Per quanto riguarda la tipologia di contenuti che scorrono nelle reti cellulari a guidare la crescita di traffico è il video. Nel 2012, per la prima volta le immagini in movimento hanno superato il 50% del totale. Ma l'analisi più affascinante che arriva da Vni è quella che riguarda la diffusione della comunicazione da macchina-a-macchina (M2M), ovvero oggetti che si parlano senza fili, per esempio i sistemi di sicurezza in appartamenti e uffici o strumenti di misurazione dello stato di salute di una persona. Da qui al 2017 infatti il M2M mobile crescerà dell'89% mentre i moduli di questo tipo saliranno dai 369 milioni del 2012 a 1,7 miliardi di unità nel 2017. Il comparto salute vedrà la crescita più ampia nei prossimi 5 anni (74%) seguito dall'automotive (42%). Morale: non solo ci saranno presto più dispositivi mobili che esseri umani, ma molti di questi faranno pure a meno di noi.

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