L'allarme della Corte dei Conti: pressione fiscale eccessiva

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Il presidente Luigi Giampaolino: gli aumenti del prelievo "favoriscono la recessione". Intanto il procuratore generale Nottola parla del condono: "Ha ragioni fondate ma può avere un effetto patologico"

"La natura sistemica della corruzione, oltre al prestigio, all'imparzialità e al buon andamento della pubblica amministrazione, pregiudica, da una lato, la legittimazione stessa delle pubbliche amministrazioni, e dall'altro, come più volte la Corte ha evidenziato, l'economia della Nazione". E' l'allarme lanciato dal presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nella sua relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il presidente, nel suo discorso, boccia poi  la pressione fiscale e sottolinea "la necessità di puntare sui fattori in grado di favorire la crescita" (Guarda il video).
Intanto dal procuratore generale della corte dei Conti, Salvatore Nottola, arriva una considerazione sul condono fiscale, uno dei temi in discussione nella campagna elettorale: il provvedimento ha ragioni "intuitive e fondate" quali la "deflazione del contenzioso" e "realizzare in tempi rapidi introiti che difficilmente potrebbero essere realizzati". Ma il magistrato, aggiungendo di non voler fare considerazioni politiche, precisa che la normativa del condono può avere tuttavia "un effetto patologico" legato alla mancata riscossione del gettito. Il condono edilizio, invece, aggiunge, è "altro discorso" e "sarebbe da evitare".

Allarme corruzione  - La Corte dei Conti denuncia inoltre la commistione tra i capitali degli enti locali e quelli degli enti partecipati che porta spesso a fenomeni di corruzione. Il Procuratore generale della Corte, Salvatore Nottola, evidenzia nella sua relazione "le condotte illecite che si sostanziano in acquisti poco avveduti, illegittime assunzioni di personale e di consulenti, e non raramente fatti di rilevanza penale: proprio nelle aree di coesistenza di capitali pubblici e privati vanno di frequente ad annidarsi fenomeni di corruzione. Le conseguenze dannose di tutto ciò ricadono sulle amministrazioni di riferimento essendo intuitivo che ci troviamo di fronte ad una sostanziale identità tra pubblica amministrazione conferente e società privata e che i due patrimoni non sono nettamente distinti e separati e che comunque quello pubblico non è insensibile e impermeabile ai comportamenti dannosi".

Serve una crescita più elevata -
Tra i temi affrontati nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario anche la crisi e la necessità di una "crescita più elevata".
Le manovra correttive di disavanzo - ha dichiarato Giampaolino - rischiano di causare un effetto "avvitamento" dell'economia  italiana. Il pericolo di avvitamento, secondo la magistratura  contabile, è connesso "alla composizione, più che alle dimensioni" delle manovre messe in campo. E' quindi necessario "puntare in ogni modo su fattori in grado di favorire il recupero di livelli di  crescita economica piu' elevati. Ma con la consapevolezza del lungo  tempo necessario per riassorbire il vuoto di prodotto generato dalla  crisi", avverte Giampaolino.

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