Monte Paschi, Bankitalia: no a ipotesi di commissariamento

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L’ad della banca Fabrizio Viola: "Mps non è in ginocchio, non ci sono criticità". Intanto alla Procura potrebbero arrivare le carte di due verifiche fiscali per un totale di 262 milioni

Fallimento, liquidazione e commissariamento. Intorno allo scandalo-derivati del Montepaschi di Siena sono circolate tutte le ipotesi possibili e immaginabili. Anche le più assurde, tra cui quella della bancarotta che, allo stato attuale, sembrerebbe destituita di ogni fondamento. A scartare l’ipotesi commissariamento ci pensano fonti di Bankitalia. Il governatore Ignazio Visco, nei giorni scorsi a Davos, aveva già negato "azioni immediate" di questa portata. Il presidente di Mps Alessandro Profumo, interpellato su questa ipotesi, ha detto: “Non credo che la banca vada commissariata e non verrà commissariata”. A fargli eco è stato l’ad Fabrizio Viola: Mps "non è in ginocchio" e vista dalla parte dei correntisti e degli obbligazionisti "la situazione è sotto controllo, non ci sono criticità".

“Fondazione Mps pronta a farsi da parte” - Sembra farsi più concreta, invece, l’indiscrezione che la Fondazione Mps sia pronta a farsi da parte per sopravvivere. L'indicazione è emersa dalla bozza del documento programmatico, non ancora reso noto, in cui viene scritto che Palazzo Sansedoni è disposto a scendere sotto la soglia del 33,5 per cento per garantirsi la "sopravvivenza" e l'equilibrio finanziario. Un fatto che andrebbe a combaciare con l'auspicio del presidente del Monte, Alessandro Profumo, da tempo disponibile a far entrare nuovi azionisti nella compagine azionaria della banca più antica del mondo, purché di lungo periodo. L'amministratore delegato, Fabrizio Viola, ha precisato che discussioni aperte non ce ne sono. Ma alla Borsa l'idea del riassetto è piaciuta. Nella mattinata di lunedì 28 gennaio, a Piazza Affari il titolo aveva strappato su queste indicazioni quasi il 5 per cento beneficiando anche del via libera di Bankitalia ai Monti bond arrivato nel weekend. Nel pomeriggio poi il titolo ha annullato i guadagni (+0,65% a 0,261 euro) registrando comunque scambi sopra le righe (pari al 10% del capitale).

Sarebbero in corso due verifiche fiscali -Sul fronte giudiziario, la procura di Siena è a lavoro su due inchieste, quella per l'acquisto di Antonveneta e quella per i derivati targati Mps, da cui potrebbero emergere accuse pesanti per i vertici precedenti. Negli anni dei fatti in questione alla presidenza c'era Giuseppe Mussari, che di recente si è dimesso dall'Abi, al fianco del direttore generale Antonio Vigni e dell'ex capo della divisione finanza, Gianluca Baldassarri.
Nelle mani dei magistrati senesi potrebbero arrivare presto anche le carte di due verifiche fiscali, per un totale di 262 milioni, che sarebbero in corso. La prima riguarderebbe la vendita portata a termine nell'autunno 2011 di Palazzo dei Normanni a Roma, l'ex sede delle esattorie. La seconda verifica fiscale, già conclusa nel 2012, avrebbe invece interessato una plusvalenza di 120 milioni scaturita dal rastrellamento, nel 2005, da parte di Mps di azioni Unipol, quando il gruppo assicurativo era impegnato nella scalata alla Bnl, poi non andata in porto.

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