Monte dei Paschi, la procura ipotizza tangenti

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I pm interessati all'operazione che nel 2007 portò all'acquisizione per 9 miliardi di euro di Antonveneta dalla spagnola Santander. Soldi transitati su un conto a Londra. Intanto Monti smorza le polemiche con il Pd: "Non ho additato un colpevole"

Dopo il fronte finanziario e quello politico, sul caso del Monte dei Paschi di Siena sembra ora profilarsi quello giudiziario, con la procura della città toscana che vuole vederci chiaro nell'operazione che nel 2007 portò all'acquisizione di Antonveneta. Venerdì intanto l'assemblea dei soci ha dato il via libera all'emissione dei cosiddetti Monti bond, il prestito dello stato nei confronti dell'istituto bancario per un valore di circa 3,9 miliardi di euro, che dovranno coprire le perdite in arrivo per circa 700 milioni di euro, causati dalle operazioni sui "titoli tossici". Sul fronte politico invece Mario Monti smorza le polemiche con il Pd. Dopo aver accusato i democratici di avere responsabilità nella gestione del Monte dei Paschi, nel corso di una trasmissione con Gad Lerner il professore torna sulle sue parole per spiega" Mi hanno chiesto se ci sono delle commistioni fra banca e politica e ho detto 'certo è una vita che lo dico'. E poi mi hanno chiesto: 'il Pd ha influenza in quella zona?' e io ho detto sì. Ma non è che ho additato un colpevole".

Il conto da 2 miliardi a Londra - A raccontare l'interesse della procura senese sugli affari del Monte dei Paschi è un lungo approfondimento su Repubblica firmato da Carlo Bonini e Andrea Greco. "Il segreto del sistema Mussari. incipit della catastrofe di Mps - scrivono - è in un conto di una banca londinese su cui nel 2007 vennero parcheggiati 2 miliardi di euro. Quei 2 miliardi di euro sono l'incongruo e mai giustificato sovraprezzo per l'acquisto di Antonveneta con cui sfamare gli appetiti della politica, la spregiudicatezza del management del Monte e rendere indissolubile il "groviglio armonioso" della terza banca italiana, la più antica del mondo. Su quel conto sarebbe stata parcheggiata la madre di tutte le tangenti, lasciando poi che il tempo e una sequenza di scudi fiscali ne consentisse il tranquillo rientro in Italia ai suoi diretti beneficiari o intermediari. Politici, appunto. Banchieri. Manager."

Il prezzo alto per l'acquisto di Antonveneta
- Il quotidiano romano ricostruisce quindi la transazione che nel 2007 portò Monte dei Paschi ad acquisire Antonveneta da Santander per 9 miliardi di euro in contanti. "Un prezzo che definire generoso è poco" scrivono Bonini e Greco, che aggiungono che questi soldi vengono versati "in due tranche e su conti distinti. 7 miliardi direttamente a Santander, 2 miliardi su un conto di una banca londinese nella disponibilità dello stesso Santander". E' la provvista della tangente. O almeno è questa l'unica logica spiegazione che può essere data a quelle anomalie nell'acquisto."

Si ipotizzano tangenti
- Secondo il Corriere della Sera ci sarebbero già i primi indagati. "L'ipotesi di reato è appropriazione indebita e falso in bilancio" scrive il quotidiano milanese, che aggiunge come agli affari della banca toscana non sia interessata solo la procura senese. "Anche la procura di Milano si era interessata a Mps, aprendo autonomamente un fascicolo su Alexandria affidato al pm Giordano Baggio per appropriazione indebita e truffa da parte di alcuni funzionari della banca." L’ipotesi, continua l'articolo, "è che vi siano state retrocessioni, ovvero presunti premi in denaro a manager Mps per aver realizzato l'operazione". Fascicolo inviato per competenza a Siena.

Libero e il Giornale all'attacco del Pd - I quotidiani più vicini al centrodestra puntano invece il dito contro il Pd. "I banchieri di Mps danno soldi al Pd" titola Libero, che spiega: "I manager sono tenuti per statuto a versare parte dei ricchi emolumenti al partito: 2 milioni in pochi anni". E Franco Bechis aggiunge nel suo articolo che "il più generoso è stato Giuseppe Mussari, l'uomo della bufera Mps: ha versato al Pd e all'antenato Ds 683.500 euro in dieci anni". Si tratta di "contributi regolari - spiega Bechis - denunciati sia da chi li ha ricevuti che da chi li ha erogati secondo quello che ancora prevede la legge sui finanziamento dei partiti. Tanto affollamento e continuità di oboli, però, qualche dubbio lo lasciano."
Il Giornale titola invece: "Monti e Bersani sbancati" e Alessandro Sallusti nel suo editoriale scrive che "fa ridere che Bersani e soci cerchino di chiamarsi fuori dallo scandalo Monte dei Paschi. Hanno permesso che miliardi di euro, privati e pubblici, venissero usati dalle "loro" banca con una disinvoltura criminale".

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