Crisi, Squinzi: "Siamo in emergenza economica e sociale"

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Il leader di Confindustria ai partiti: “Serve una terapia d’urto”. Intanto il Fmi rivede al ribasso le stime del Pil di Italia ed eurozona. Ma poi smorza: “Ottimismo nell’aria giustificato”. Monti a Davos: “Giovani vittime dei governi precedenti

"Se non si mette mano ad una svolta precisa ci sarà solo il declino e il futuro delle imprese e dei giovani sarà davvero preoccupante. Serve una terapia d'urto; è un imperativo categorico ma l'obiettivo è raggiungibile". Così il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, presentando il documento programmatico “Crescere si può, si deve” ai partiti impegnati nella campagna elettorale (qui lo speciale sulle elezioni 2013).
"Siamo arrivati all'ultimo minuto per cambiare volto al Paese - ha aggiunto il presidente Squinzi – partendo dalle istituzioni del Paese. Abbiamo bisogno di un'Italia liberale e di uno Stato che lasci spazio a più concorrenza dei privati", ha aggiunto. Si deve avviare "senza ritardo" un processo di riforme "sul quale ci aspettiamo che tutte le forze politiche prendano un impegno”.
Mario Monti, intanto, mercoledì 23 gennaio è salito sul palco del World Economic Forum, in corso a Davos, sottolineando che "le circostanze sono molto diverse dal mio insediamento" e rilevando che "l'atmosfera che circonda l'Italia è cambiata, è un Paese rispettato e si crede nella sua capacità di riprendersi" (VIDEO). Il premier ha poi attaccato i governi precedenti, "impegnati in promesse elettorali, senza preoccuparsi se potevano poi essere mantenute".

Squinzi: “E’ vera emergenza” - "Senza scelte forti in economia non ci sarà crescita per il Paese", dice Squinzi ricordando che la situazione d'altra parte "è di vera emergenza, un'emergenza economica e sociale”. "Nella metà del 2013 il Pil vedrà un ulteriore abbassamento dell'1% del Pil. Un Pil che dal 2007 ad oggi è calato dell'8%", spiega, ricordando come il tasso di disoccupazione sia ormai prossimo al 12% e la disoccupazione giovanile viaggi ormai intorno al 35%.

Il Fmi taglia le stime del Pil italiano - Intanto, proprio a proposito del Pil, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nella giornata di mercoledì 23 gennaio ha tagliato le stime di crescita sull'Italia. Il Pil è atteso in calo dell'1% quest'anno, ovvero di 0,3 punti in più rispetto a quanto stimato in ottobre. Invariata la stima per il 2014, quando l'economia italiana si espanderà dello 0,5%.

Outlook negativo per tutta la zona euro - Guai non solo per il nostro paese. Sebbene abbia allontanato il rischio di una crisi acuta, la zona euro, secondo il Fmi, sarà in recessione, seppur lieve, anche nel 2013, e rischia di andare incontro a un periodo di prolungata stagnazione se non verrà mantenuto lo slancio riformista, a livello comunitario e dei singoli Paesi.
Il Fondo monetario internazionale ha abbassato le stime economico del blocco della valuta unica per il 2013, portandole a -0,2% da +0,1%. Peggiorata anche la stima per il 2012, portata a -0,4% da -0,1%. Il primo anno di crescita piena sarà il 2014, quando, secondo il Fmi il Pil si espanderà dell'1% (1,1% la precedente stima). 
Secondo l'organismo di Washington, la zona euro continua a sottoporre l'outlook globale a rischi al ribasso.

Fmi: “C’è ottimismo nell’aria” - "C'è ottimismo nell'aria,  soprattutto sui mercati finanziari, ed è giustificato", spiega nonostante le stime a ribasso Olivier Blanchard, capo economista del Fondo  Monetario Internazionale (Fmi), presentando l'aggiornamento del World Economic Outlook. Blanchard tuttavia ammonisce che se "i rischi acuti sono diminuiti" non bisogna comunque  "farsi illusioni poiché dobbiamo ancora affrontare notevoli sfide". "Abbiamo evitato un precipizio" (come quello fiscale degli Usa), ha aggiunto, ma "dobbiamo ancora affrontare alte montagne".  L'importante "è evitare di essere troppo soddisfatti" dei risultati  raggiunti, ha concluso, ricordando che "per l'Eurozona è fondamentale l'implementazione delle riforme".

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