Rete Imprese: "Redditi italiani a livelli di 27 anni fa"

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Anche i consumi calano e tornano indietro di 15 anni. Previsioni negative pure per il 2013. Sale a quota 100mila rispetto ai dodici mesi precedenti il conto delle imprese estinte. Il 28 gennaio giornata di mobilitazione nazionale

Consumi indietro di 15 anni e reddito disponibile che torna indietro di 27 anni. Rete Imprese Italia fa un'analisi impietosa della crisi che ha colpito il nostro Paese: il reddito disponibile reale pro capite è passato dai 18.216 euro del 2011 ai 17.337 euro del 2012, ovvero il 4,8% in meno, mentre i consumi reali pro capite sono passati dai 16.650 euro del 2011 ai 15.920 euro del 2012, il 4,4% in meno.
E il 2013 rischia di andare anche peggio. Secondo l'associazione il reddito disponibile reale pro capite potrebbe scendere a 16.955 euro (contro i 17.337 euro), mentre i consumi reali pro capite potrebbero scendere a 15.695 euro.

100mila imprese estinte nel 2012 - Brutte notizie anche sul fronte delle aziende. Sale a quota 100mila il conto delle imprese 'morte' nel 2012 rispetto al 2011. Il saldo tra mortalità e natalità delle aziende artigiane e di servizi di mercato più manifatturiere e costruzioni porta la somma a 100mila aziende "scomparse".
In particolare, nei primi nove mesi del 2012 hanno chiuso i battenti oltre 216mila imprese artigiane e dei servizi di mercato. Le iscrizioni ammontano invece a poco meno di 150mila (147mila) per un 'saldo' tra mortalità e natalità negativo per 70mila unità. Secondo le stime dell'associazione, nei dodici mesi sono circa 100mila le imprese in meno.

Sale la pressione fiscale - La pressione fiscale effettiva, invece, salirà nel 2013 a quota 56,1%, rispetto al 46,3% della pressione fiscale apparente. Nel 2012 il carico di tasse e aliquote varie per i cittadini in regola con il fisco è stata - secondo lo studio - pari al 55,2%.

Il 28 gennaio giornata di mobilitazione nazionale - Nel 2012 in Italia ha chiuso un'impresa al minuto, la pressione fiscale è salita al 56% e la burocrazia richiede 120 adempimenti fiscali e amministrativi all'anno, uno ogni 3 giorni. Non solo: nell'ultimo anno il sistema del credito ha ridotto di 32 miliardi l'erogazione di finanziamenti alle aziende.
Per questo le imprese proclamano per il 28 gennaio una giornata di mobilitazione nazionale.
"Occorre reagire per evitare di continuare ad avvitarci in questa perniciosa spirale recessiva e tornare a crescere il più velocemente possibile", ha detto Carlo Sangalli, presidente di turno di Rete Imprese Italia (l'associazione che riunisce Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Casartigiani). "Il nostro sistema di imprese continua a rimanere sull'orlo del baratro", ha sottolineato.

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