Fiat, no al ricorso Fiom contro i licenziamenti

1' di lettura

Il giudice del Tribunale di Roma ha respinto l'istanza presentata dal sindacato contro le 19 procedure di mobilità annunciate a Pomigliano lo scorso 31 ottobre. Landini: "La sentenza è un regalo degli altri sindacati"

Il giudice del Tribunale di Roma ha respinto il ricorso presentato dalla Fiom contro le 19 procedure di mobilità annunciate da Fabbrica Italia Pomigliano lo scorso 31 ottobre, e sulle quali non si è trovato un accordo tra azienda e sindacati. "La sentenza è un regalo degli altri sindacati", commenta il segretario Fiom, Maurizio Landini.

Respinto il ricorso Fiom - Il ricorso del sindacato di Landini era stato presentato dopo la decisione presa da Fiat che, davanti all'obbligo imposto dai magistrati di riportare al lavoro 19 dipendenti con tessera Fiom che erano in cassa integrazione - aveva deciso lo scorso novembre di alleggerire l'organico di un equivalente numero di lavoratori con la mobilità.
Oltre ai 19 da reintegrare entro 40 giorni, ci sono altri 126 lavoratori che Fiat, secondo la sentenza, dovrà assumere entro 180 giorni. Il gruppo dovrebbe comunque concludere la riassunzione dei 4.500 dipendenti dello stabilimento di Pomigliano, messi in cig per far posto alle nuove linee produttive, entro il luglio del 2013, secondo l'accordo raggiunto con i sindacati firmatari del nuovo contratto di Pomigliano (esclusa la Fiom).

Landini: sentenza, regalo degli altri sindacati - "Gli altri sindacati hanno fatto un regalo insperato alla Fiat e dovranno spiegare ai duemila lavoratori che ciò che è stato firmato due anni fa non vale più". Questo il commento del segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, a Bologna per un direttivo regionale. "Il fatto che il tribunale abbia rigettato il nostro ricorso per dichiarare illegittima la procedura di mobilità - ha spiegato Landini - è dovuto al fatto che due giorni prima gli altri sindacati (Fim, Uilm, Fismic, Ugl) hanno firmato a Pomigliano un verbale che riconosce che ci sono più di duemila esuberi a Pomigliano. Questo atto - ha sottolineato Landini - ha permesso al tribunale oggettivamente di riconoscere che l'azienda può aprire la procedura di mobilità".
Landini ha poi voluto mettere in evidenza che il tribunale però "riconferma che esiste una discriminazione al punto che dice che i 19 lavoratori iscritti alla Fiom che sono rientrati al lavoro non possono essere licenziati perché altrimenti ci sarebbe la discriminazione".

La lunga battaglia della Fiom, il caso - La querelle inizia in autunno quando il Lingotto viene obbligato ad assumere 19 operai iscritti alla Fiom che per la Corte d'Appello di Roma sono stati ingiustamente discriminati. L'assunzione deve avvenire entro il 28 novembre. La Fiat rispetta la sentenza ma annuncia che comunque altri 19 operai saranno messi in mobilità. Una decisione che scatena le polemiche di sindacati, partiti e governo. Intervengono anche i ministri dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e quello del Lavoro, Elsa Fornero. Chiedono a Torino di non attuare il piano, ma nulla, anche le ripetute riunioni con i vertici del sito campano e i rappresentanti dei lavoratori, cambia. Alla fine di novembre, era il 27, i 19 dipendenti iscritti alla Fiom firmano il nuovo contratto di assunzione. L'ultimo capitolo della vicenda si scrive una settimana fa.
Il 14 gennaio azienda e sindacati si ritrovano attorno a un tavolo, ma la riunione - durata meno di un'ora - si chiude con un nulla di fatto. Le parti firmano un verbale di "mancata intesa".

Leggi tutto