Confesercenti: italiani non credono nella ripresa nel 2013

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Secondo una rilevazione dell'associazione, solo il 16% vede in arrivo un miglioramento per l'economia del Paese. Il 41% ha avuto difficoltà ad arrivare a fine mese. Lavoro, abbattimento di tasse e costi della politica le priorità

Il 2012 è stato un anno nero per gli italiani. Non solo. Gli italiani sono sempre più scettici
sull'uscita rapida dalla crisi. Per i prossimi dodici mesi, solo il 16% dei nostri concittadini - la metà dello scorso anno - vede in arrivo un miglioramento per l'economia del Paese, mentre il restante 86% pensa che il 2013 non porterà alcuna evoluzione positiva, ma addirittura un ulteriore peggioramento. E' questo il quadro che emerge dal sondaggio
Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche dell'Italia per l'anno appena iniziato.

Il 41% degli italiani non arriva a fine mese - Secondo la rilevazione, la crisi ha colpito l'80% delle famiglie, l'86% delle quali ha dovuto ridurre le spese. Il 41% della popolazione ha avuto poi difficoltà ad arrivare a fine mese sia con i propri redditi che con quelli familiari. E se nel 2010 circa il 72% del campione riusciva a far fronte alle spese della famiglia per tutto il mese, quest'anno la percentuale cala bruscamente al 59%.
Cresce invece di 5 punti rispetto a due anni fa il numero di coloro che ce la fanno solo fino alla seconda settimana (ora il 23% del campione), mentre sale di ben 8 punti la platea di chi arranca fino al traguardo della terza settimana (passando dal 20% del 2010 al 28% del 2012).
L'80% degli intervistati segnala che la crisi ha colpito anche il proprio nucleo familiare: il 37% ha ridotto fortemente le spese, il 21% ha invece tagliato sulle attività di svago. Problemi lavorativi per il 20% delle famiglie italiane che hanno registrato: la perdita del posto di lavoro (il 14%) o la cassa integrazione per uno dei suoi membri (il 6%).

Lavoro e costi della politica le priorità - Per gli italiani, quindi, evidenzia il sondaggio Confesercenti-Swg, il nuovo governo dovrà puntare tutto sull'emergenza lavoro: la maggioranza degli italiani (il 59%) vuole far leva sul nuovo esecutivo per porre alla sua attenzione l'emergenza lavoro, scelta dal 31% degli intervistati a causa del forte sentimento d'insicurezza sul futuro.
E' significativo che, subito dopo, gli italiani chiedano di abbassare le tasse e di ridurre i costi della politica (il 23% del campione in entrambi i casi). Ovvero meno spese e meno sprechi per liberare risorse utili a tagliare l'insostenibile pressione fiscale, come sostiene da tempo e con molta forza la Confesercenti

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