Cala lo spread. La Ue: "Disoccupazione problema drammatico"

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Mentre il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi scende a 259 punti, il presidente dell'Eurogruppo lancia l'allarme lavoro. L'Eurostat: pressione fiscale in crescita in Europa. Barroso: "Non è l'Unione a imporre ai paesi politiche dure"

La disoccupazione "superiore all'11% nell'Eurozona" è "un problema drammatico" che è stato "sottovalutato". A lanciare l’allarme è Il presidente dell'Eurogruppo, Jean Claude Juncker, davanti al Parlamento europeo.
Juncker, citando Karl Marx, ha rilanciato la proposta di un "salario minimo in tutti i paesi dell'Euro”. “Altrimenti – ha spiegato il presidente del parlamento europeo – si rischia di perdere la credibilità e il sostegno dei lavoratori".

Cresce la pressione fiscale in Europa - E l’allarme che arriva dall’Europa non riguarda solo la disoccupazione. Secondo quanto riferisce l’Eurostat, infatti, cresce la pressione fiscale in Europa. Nel 2011 si è attestata a quota 40,0% nella Ue a 27 e al 40,8% nell'eurozona, contro il 39,6% e il 40,3% del 2010. L'Italia con il 42,8% (stabile rispetto all'anno precedente) è sopra la media europea e al settimo posto tra i Paesi europei (quinta in area euro).
In termini assoluti gli incassi fiscali nel 2011 - rileva Eurostat - hanno superato i livelli pre-crisi sia per la Ue a 27 che per i 17 Paesi dell'area Euro, dopo il calo delle entrate che si era verificato in tutta Europa nel 2009 e nel 2010. L'aumento delle entrate registrato in Europa nel 2011 è maggiore dell'aumento del Pil. La crescita degli incassi è dunque legata - secondo Eurostat - in parte proprio all'introduzione di nuove misure fiscali in alcuni Paesi membri, come l'aumento dell'Iva o l'introduzione di nuove imposte sulle banche, sul trasporto aereo e sulla proprietà.

Barroso: "Non è l'Ue che impone ai paesi dure politiche" - Le istituzioni europee provano comunque a mandare messaggi positivi. "Il tempo delle decisioni d'emergenza dovrebbe essere finito. Lo scenario apocalittico di una rottura dell'eurozona non si è avverato", dice José Manuel Barroso, che dice come “la priorità deve essere la crescita”.
Barroso ha però anche aggiunto che c'è un "mito", secondo il quale "è l'Unione europea che impone ai paesi dure politiche" di risanamento dei conti pubblici: non solo "non è vero", secondo il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, ma "attribuire le difficoltà" legate all'austerità', come fanno "molte parti della nostra società, all'Unione europea, non è corretto".

Cala lo spread - Intanto si raffredda ancora lo spread dopo il successo dell'asta dei Bot che ha visto i tassi scendere ai minimi da gennaio 2010. Il differenziale tra Btp e Bund decennali è sceso sotto la soglia dei 260 punti, a 259 punti.
Il ministero dell'Economia ha collocato 8,5 miliardi di euro di Bot annuali a un tasso dello 0,864% in calo rispetto all'1,456% della precedente asta. La domanda è stata quasi 1,8 volte l'offerta. Anche la Spagna ha venduto in asta 5,8 miliardi di bond, ben al di sopra del target tra 4 e 5 miliardi di euro, a tassi in ribasso. Piazzati 3,9 miliardi di nuovi bond con scadenza marzo 2015 al 2,476%. La domanda è stata 2,6 volte l'offerta.

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