Piazza Affari giù. Lo spread chiude a 351 punti

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Dopo l'annuncio delle dimissioni del premier, l'indice FTSE Mib perde il 2,2%. Il differenziale tra titoli di stato italiani e tedeschi supera quota 360 prima di scendere in serata

Giornata negativa a Piazza Affari, dove gli operatori si sono dati alle vendite in risposta all'annuncio delle dimissioni di Mario Monti, dopo la crisi di governo aperta dal Pdl e il ritorno in campo di Silvio Berlusconi.
Il mercato, aiutato anche dal trend lievemente positivo di Wall Street, ha poi recuperato ampiamente dai minimi, terminando con un calo di poco superiore al 2% (qui tutti i dati). L'indice FTSE Mib chiude la seduta in calo del 2,2%, mentre l'AllShare cede il 2,01%.

Le incertezze sullo scenario politico italiano hanno favorito le vendite, anche alla luce dell'allargamento dello spread Btp-Bund, a quota 351 punti base in chiusura, dopo un balzo oltre quota 360. Un ampliamento del differenziale che ha penalizzato soprattutto le banche, a causa dei loro ricchi portafogli in titoli di Stato italiani.

Male il settore bancario - "La decisione di Mario Monti creerà probabilmente ulteriore volatilità sul differenziale Italia-Germania anche in occasione delle aste di titoli di Stato da 10 miliardi in programma questa settimana" commenta Banca Akros.
E' stato il settore bancario a pagare il prezzo più caro della seduta nera di Piazza Affari: Mediolanum ha chiuso con un calo del 5,9%, Mps del 5,8% mentre Unicredit e Intesa hanno ceduto il 5,15%. Debole nel settore finanziario Generali, che ha segnato un ribasso finale del 3% dopo aver registrato anche un breve passaggio anche in asta di volatilità.

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