Ue, fumata nera all'Ecofin sull'unione bancaria

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I ministri delle Finanze dell'Unione europea si rivedranno probabilmente alla vigilia del Consiglio europeo del 13-14 dicembre, per cercare di appianare le divergenze. Atene intanto lancia l'operazione di riacquisto del suo debito

Ancora nessun accordo all'Ecofin sul meccanismo di vigilanza bancaria unica. Dopo la riunione di oggi 4 dicembre a Bruxelles, i 27 ministri delle Finanze dell'Unione Europea hanno scelto di provare ad appianare le divergenze con un nuovo vertice da tenersi presumibilmente il 12 dicembre, ovvero alla vigilia del Consiglio Europeo. I ministri sperano infatti di arrivare a un accordo politico sulla supervisione unica degli istituti, da far approvare ai leader nel vertice del 13-14 dicembre. A giugno, l'Ue aveva deciso che a fine anno avrebbe definito almeno il 'quadro tecnico generale' della futura unione bancaria, ma al momento le capitali sono ancora divise e cresce il rischio di uno slittamento.

"E' il grande dossier di questi giorni, spero ma non sono sicuro che raggiungeremo un accordo", ha detto alla vigilia dell'Ecofin il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble. L'Ue è "molto vicina a un accordo sulla supervisione unica anche se restano ancora aperti degli interrogativi fra i Paesi", spiegano inoltre fonti Ue. E non si tratta di minutaglie, ma di spinose questioni come la partecipazione dei Paesi non euro alla supervisione, la distribuzione delle responsabilità fra Bce e governi e il calendario di attuazione".

Intanto, sono stati confermati gli aiuti per la situazione finanziaria della Spagna (39,5 miliardi in titoli Esm) mentre la Grecia lancia l'operazione 'buyback', ossia riacquisto del suo debito, come richiesto dall'eurogruppo e dal Fondo monetario internazionale per sbloccare gli aiuti, ma per capire se è sufficiente l'eurozona si è data tempo fino al 13 dicembre. "La decisione finale sul versamento degli aiuti alla Grecia sarà presa da un nuovo eurogruppo il 13 dicembre", ha detto al termine della riunione dell'eurogruppo del 3 dicembre il presidente Jean Claude Juncker, spiegando come i ministri abbiano accolto con favore l'avvio dell'operazione di buyback della Grecia. Atene da parte sua ha detto di essere pronta a riacquistare fino a 40 miliardi del debito in mano ai privati, utilizzando circa 10 miliardi coperti dal fondo salva-Stati Efsf. Il governo ellenico ha fissato il prezzo massimo per azione per i titoli con scadenza 2023 a 40,1 cent e per i titoli con scadenza 2042 un prezzo massimo di 32,2 cent. Subito dopo l'annuncio, il tasso sui titoli di Stato ellenici e' sceso sotto la soglia del 15%, (14,60%) il livello più basso dalla ristrutturazione del debito.

Sebbene quasi tutti i ministri dei 17 Paesi euro siano fiduciosi sulla riuscita dell'operazione, il Fmi aspetterà di vedere i risultati prima di dare il via libera ai circa 32 miliardi di euro che la Grecia aspetta entro dicembre. E se il buyback dovesse fallire, poco altro può fare l'eurogruppo con la Germania che ancora esclude un taglio del debito: "Credo che sia molto importante che adesso non si guardi alla prospettiva di un taglio del debito greco", ha detto Angela Merkel, che ieri 3 dicembre sulla Bild am Sonntag aveva invece aperto ad una simile prospettiva ma dopo il 2014.

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