Hire a Greek, se la diaspora aiuta i greci a trovare lavoro

Anastosios Papapostolou, giornalista greco di 26 anni ideatore di Hire a Greek. Foto concessione di Dimitri Milionis
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Anastosius Papapostolou, giornalista di 26 anni emigrato a Los Angeles, ha lanciato un portale per mettere in contatto gli ellenici che hanno fatto fortuna all'estero con i disoccupati in Grecia

Di Eliano Rossi

“Se stai cercando qualcuno per un lavoro, prendi in considerazione l'idea di affidarlo a un greco”. E' il messaggio che Anastosius Papapostolou, giornalista di 26 anni emigrato a Los Angeles nel 2004, ha lanciato ai circa 7 milioni di compatrioti della diaspora ellenica, alcuni dei quali hanno fatto fortuna nei loro paesi d'adozione. Lo scorso marzo ha inaugurato Hire a Greek: un portale di annunci che fa da ponte tra i disoccupati nella madre patria e gli imprenditori di origine greca residenti all'estero, con lo scopo di aiutare il suo paese dove, secondo i dati Eurostat, un giovane su due è senza occupazione.

Il sito funziona come un comune portale dedicato al lavoro. Le persone in cerca di assunzione possono caricare il loro curriculum. Gli imprenditori pubblicano annunci o trovano candidati facendo una ricerca per specialità. La novità sta nel target in chiave nazionale. Un modo intelligente per i greci che vivono all'estero di aiutare quelli rimasti in patria. “Se inviare un po' di soldi ai parenti o aiutare due o tre amici a emigrare può essere una soluzione di breve termine, si può fare qualcosa di più senza far sentire chi sta in Grecia come se stesse ricevendo la carità”, scrive Papapostolou sul portale.

“L'idea è nata in seguito all'aggravarsi della crisi”, racconta a Sky.it Anastasios. “Negli ultimi due anni il giornale che dirigo, Greekreporter, dal quale è nato Hire a Greek, ha cominciato a ricevere oltre venti e-mail al mese di persone che chiedevano lavoro dalla Grecia. Più passava il tempo e più le richieste si facevano disperate. Arrivavano messaggi da gente di ogni età, disposte a fare tutto. Allora mi è venuta l'idea di creare questa piattaforma per aiutare l'ottima forza lavoro greca che oggi si sente sprecata. Ho messo in piedi una newsletter di 33mila ellenici che vivono all'estero e ho fatto girare il messaggio”, dice. “Dopo pochi mesi Hire a Greek ha ricevuto 25mila iscritti tra aspiranti lavoratori e imprenditori”, ha rivelato il fondatore, ed ha avuto un'eco internazionale grazie ad alcuni media europei.

Sul sito sono arrivate presto le prime offerte di lavoro. Molte richiedevano il trasferimento dei candidati in altri paesi come gli Stati Uniti, il Canada o l'Australia tra i tanti. “Non voglio mica provocare una fuga di cervelli - precisa Anastasios – quello lo fanno i partiti con le loro politiche ammazza sogni. Molti lavori possono essere fatti da casa con il computer, perchè oggi l'economia è sempre più globalizzata e legata ad internet. Io spero di favorire soprattutto questo genere di impieghi”, spiega.

Lui ha lasciato la Grecia per la California a 18 anni e mezzo, “non per ragioni economiche, a quel tempo in Grecia si stava bene, ma avevo voglia di fare esperienze all'estero”, racconta. “Lavoravo per un quotidiano greco come corrispondente dall'America. Poi, dopo qualche tempo, ho iniziato a frequentare l'università a Los Angeles e ho fondato Greekreporter, un sito di news rivolto alla diaspora del mio paese”. Per Anastasios la ricetta contro la crisi la deve dare l'Europa. “Serve un'unione più politica per uscire da questa situazione. Senza integrazione le cose non miglioreranno. Non vorrei dover aprire presto - scherza riferendosi a un acronimo diventato famoso con la crisi - un altro portale con un nome buffo, tipo Hire a PIGS”.

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