Stretta Imu, esentate diverse scuole paritarie

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Il Tesoro pubblica il regolamento sulla tassa, che sarà applicata anche per il settore no profit. Gli istituti privati non dovranno pagare solo se la retta è nulla o simbolica. "E' una cosa che ci distrugge tutti: li chiuderemo in un anno"

Giro di vite sul no profit per quanto riguarda il pagamento dell'Imu con l'eccezione delle scuole paritarie che potranno essere esentate anche se faranno pagare una retta, purché questa sia 'mini'. Vale a dire che deve coprire solo una parte del costo del servizio senza essere inoltre direttamente riconducibile a quest'ultimo.
Un paletto che fa comunque insorgere il mondo cattolico: "E' una cosa che ci distrugge tutti: le chiuderemo in un anno", annuncia padre Francesco Ciccimarra, ma alcuni osservatori fanno invece notare che la nuova regolamentazione del ministero privilegia comunque gli istituti cattolici (guarda la rassegna stampa dal minuto 11:00).
Sempre sul fronte fiscale intanto il capo dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera assicura di non volere un "fisco punitivo", ma la volontà è quella di "incrementare l'autotassazione, il versamento spontaneo".
Il governo dunque non allarga, così come promesso, l'esenzione alle attività non lucrative optando per tassare infatti tutte quelle commerciali.

A fissare i paletti è il nuovo regolamento del ministero del Tesoro pubblicato in Gazzetta ufficiale e al quale non è escluso venga agganciato un emendamento con l'obiettivo di rafforzare la norma primaria in materia di imposta municipale.
Per ora intanto in sette articoli il Tesoro fa chiarezza e spiega come in tutti i casi di immobili misti, vale a dire dove si pratichino attività ad esempio di culto e al contempo si eserciti un commercio di qualsiasi genere, l'Imu sarà pagata secondo criteri proporzionali calcolati in base allo spazio, al numero dei soggetti coinvolti e al tempo di utilizzo.
Quanti dunque, deputati compresi, avrebbero voluto un regime agevolato tout court escono perdenti.

Certo però anche il Consiglio di Stato potrebbe, sull'altro fronte, avere qualche obiezione dal momento che qualche giorno fa ha manifestato dubbi sull'utilizzo dello strumento della retta simbolica.
Il governo però è convinto delle proprie ragioni, dal momento che - secondo quanto viene spiegato - ha fatto riferimento a un documento della Commissione europea dello scorso gennaio laddove viene esplicitato che il pagamento non deve avere relazione alcuna con il tipo di servizio offerto.

Sono sette gli articoli in tutto del nuovo regolamento e si va dall'istruzione alla sanità passando per gli alberghi. In questi due ultimi casi il set di norme prevede che queste strutture possano essere classificate come non commerciali (e quindi essere esenti da Imu) se, ovviamente, offrono il servizio gratis, ma anche se garantiscono "un corrispettivo simbolico", in questo caso però non superiore alla metà della media dei prezzi" dei listini dei vicini.
Un'eccezione viene ovviamente fatta per quelle strutture sanitarie accreditate o convenzionate che si sostituiscono al servizio sanitario nazionale.

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