Bilancio Ue, accordo ancora lontano

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Il presidente Van Rompuy presenta una nuova proposta: aumentano le risorse per le politiche di coesione e l'agricoltura, ma a saldi invariati. Merkel: "Intesa difficile". Monti: "Se insoddisfatti, pronti a votare contro"

Quattordici ore di incontri bilaterali e un'ora di vertice per cercare di avvicinare le posizioni dei 27 leader sul bilancio 2014-2020. Giusto il tempo, per il presidente Ue Herman van Rompuy, di presentare ai leader riuniti in plenaria dalle 23, con tre ore di ritardo sulla tabella di marcia prevista, una nuova bozza di compromesso che cerca di venire incontro alle proteste di Italia e Francia contro i tagli alla politica agricola e ai fondi di coesione.

La nuova proposta - La nuova proposta è stata consegnata ai 27 durante la cena, al termine della quale Van Rompuy ha 'sciolto' il Vertice per consentire ai leader una notte di riflessione. La plenaria tornerà a riunirsi a mezzogiorno di oggi 23 novembre. Per tutta la notte si è continuato a negoziare. Poi, con la colazione riprenderanno i bilaterali. Van Rompuy scommette sulla possibilità di un'intesa con una proposta che prevede 11 miliardi in più per le politiche di coesione (a favore delle regioni più svantaggiate) e 7,7 miliardi in più per l'agricoltura. Il saldo finale resta però invariato (80 miliardi in meno rispetto al totale di 1.091 miliardi proposto dalla Commissione Ue) perché diminuiscono di 13 miliardi i fondi destinati allo sviluppo: 5 riguardano le grandi reti e 8 la ricerca e l'innovazione. Van Rompuy ha inoltre proposto di ridurre di 1,6 miliardi i fondi per la giustizia e la sicurezza e di 5,5 miliardi i fondi per la politica estera mentre non e' stato modificato lo stanziamento per le spese amministrative.

Monti cauto - Cauto il commento italiano. "Stiamo valutando, sarebbe prematuro esprimere un giudizio a questo stadio", ha detto il premier Mario Monti, lasciando il summit Ue. "Notiamo anche segnali di attenzione sul fronte di politiche di coesione e agricola comune, attenzione rispetto alle considerazioni fatte valere dall'Italia". Rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un veto italiano, Monti ha poi ribadito che "se l'Italia si ritenesse significativamente insoddisfatta non esiterebbe a votare contro". Per meglio negoziare, il premier è giunto a Bruxelles con i ministri per gli affari europei Enzo Moavero, dell'agricoltura Mario Catania e per la coesione territoriale Fabrizio Barca.

"Sono convinto che un accordo equilibrato è a portata di mano", ha detto Van Rompuy esprimendo in apertura del Vertice un certo ottimismo, nonostante le distanze tra le posizioni in campo rese ancora più siderali dal 'gelo' della vigilia tra Francia e Germania.
Le posizioni tra i governi "sono troppo lontane", quindi "non vedo come si possa trovare un accordo" anche perché "Van Rompuy ha poco margine di manovra", ha invece dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. L' Eurocamera "non approverà un bilancio che si discosti dal "livello appropriato che è' quello proposto dalla Commissione" Ue, ha ribadito Schulz.

Merkel: "Dubito troveremo un accordo" - E le prime dichiarazioni 'a caldo' dei leader non lasciano troppo sperare. Le richieste francesi "sono state parzialmente ascoltate" ma "non sono ancora soddisfatto": ha detto il presidente francese Francois Hollande, ricordando che il nuovo quadro finanziario deve ottenere obbligatoriamente l'Ok del Parlamento europeo. Hollande ha detto di ritenere "poco probabile" un'intesa. 
"Dubito che troveremo un accordo", ha concordato la cancelliera Angela Merkel. Ma mentre Hollande chiede meno tagli, la Merkel ne chiede di più. La cancelliera tedesca è partita da Bruxelles come era arrivata: dichiarando che sarà probabilmente necessario un nuovo Vertice. "Avanzeremo un po', ma non credo che si troverà il compromesso” tra i 27 sulla base dell'ultima proposta Van Rompuy, ha affermato.

L'insoddisfazione di Cameron - Scontata l'insoddisfazione del premier britannico David Cameron che, contrario anche al più piccolo aumento, ha pre-annunciato da settimane il suo veto. Londra non è soddisfatta degli 80 miliardi di tagli proposti da van Rompuy e chiede una sforbiciata di almeno cento. "L'ultima proposta è un passo avanti nella giusta direzione, ma non si fa abbastanza e si può fare di piiù per ridurre la spesa", ha detto il portavoce di  Cameron. La Gran Bretagna resta determinata anche a difendere con le unghie e con i denti lo sconto ottenuto ai tempi della Thatcher. Insomma, un ritorno al punto di partenza con Monti che mette le mani avanti e dice: "Si può chiudere anche domani, ma non è detto che ci si riesca e non sarebbe un dramma non riuscirci".

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