Monti: sì a patrimoniale. Poi precisa: nessun annuncio

1' di lettura

Il premier: "Non sono contrario a questo tipo di tassa ma dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata. La riforma delle pensioni porterà risparmi altissimi".  E sul suo futuro dice: "Non mi piacerebbe rimanere capo del governo"

"La crescita può tornare non appena sarà risolta la crisi della zona euro"; contro l'evasione fiscale sono state adottate "misure di guerra" (VIDEO); il governo vorrebbe introdurre "una tassa generalizzata sui patrimoni" ma non lo farà nottetempo. Questi, in estrema sintesi, i punti toccati dal presidente del Consiglio Mario Monti intervistato al forum del Financial Times a Milano. Che, non da ultimo, ha risposto con un secco 'no' alla domanda se gli piacerebbe rimanere premier. Qualche minuto dopo l'intervento del premier, però, interviene Palazzo Chigi per chiarire l'intervento di Monti sul tema patrimoniale: non ha affatto annunciato un intervento di tassazione sui patrimoni (qui il comunicato ufficiale).

Sì a patrimoniale, ma senza blitz - "Sulla tassa patrimoniale, che gli anglosassoni chiamerebbero tassa sulla ricchezza, non ho nulla contro, ma credo che molto dipende su come viene costruita e da come viene usata, se come strumento ordinario di tassazione o come misura una tantum punitiva che vuole rompere con il passato". E ancora: "Non ho nulla contro questa tassa sulla ricchezza. Vorrei innanzitutto sdrammatizzare il tema della tassa sulla ricchezza. E' presente in molti paesi. La cosa peggiore da fare - ha aggiunto Monti - sarebbe dire 'vogliamo introdurre una tassa generale sulla ricchezza senza avere gli strumenti per farlo'" (VIDEO). Queste le parole del presidente del Consiglio, alle quali è seguita una dichiarazione ufficiale del governo che precisa che il Professore non ha fatto nessun annuncio.
"Dopo aver precisato di non essere pregiudizialmente contrario ad una modesta tassazione generalizzata del patrimonio, il presidente ha ricordato il contesto in cui il governo ha operato e i vincoli alle scelte in materia di imposizione fiscale, in particolare la mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità di evitare massicce fughe di capitali all'estero", si legge nella nota del governo.

Guerra all'evasione fiscale - Da Milano, il Professore parla anche di "misure che possono sembrare di guerra" e sottolinea che in effetti contro l'evasione fiscale, in primo luogo, e la corruzione "questa è una guerra" (VIDEO). Dal forum organizzato a Milano dal Financial
Times, il presidente del Consiglio ripercorre le tappe salienti di un anno di governo e rivendica le misure "per combattere l'evasione fiscale, come il redditometro, il tetto ai pagamenti in contanti". "Non c'è società civile che si possa basare sulla fiducia tra individui e Stato e vicerversa se non si abbatte l'evasione fiscale e la "corruzione", ricorda Monti. Proprio a proposito della lotta alla corruzione, il premier dà atto della "determinazione e abilità del ministro della Giustizia, grazie alle quali abbiamo introdotto misure che per la prima volta combatteranno la corruzione secondo standard giudicati soddisfacenti da vari enti europei".

"Pensioni, la riforma porta risparmi altissimi" -Monti si dice poi convinto che la riforma delle pensioni dello scorso anno "porta risparmi altissimi" all'Italia, per 7,6 miliardi di euro nel 2014, "che diventeranno 22 miliardi nel 2020". Il sistema pensionistico è stato "stabilizzato" rendendolo "interamente dipendente dai contributi" con l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile, "e presto a 67", e indicizzando le pensioni alla durata media della vita, ha sottolineato Monti.

"Sono stato anche accusato di essere un servo sottomesso della Merkel" - Monti ha poi parlato dell’exploit del Movimento 5 stelle: "Senz'altro Grillo parla a nome di un gruppo sempre più grande di persone, e quello che dice sembra raccogliere consensi". "Non so se l'uscita dall'euro è l'obiettivo di Beppe Grillo", ha detto il presidente del Consiglio, "è vero che ha parlato contro le misure stringenti che compongono l'integrazione europea, ma anche figure più consolidate - ha sottolineato - non si sono trattenute dal farlo”, in quella che è sembrata un’allusione velata alle ultime uscite dell’ex premier Silvio Berlusconi.
"In alcuni giorni abbiamo avuto difficoltà, anche al punto di arrivare a una crisi di questo governo. A mettere a rischio l’esecutivo, ha spiegato Monti, sarebbero stati gli "euroscettici" che siedono in Parlamento.
"Sono stato anche accusato di essere un servo sottomesso della cancelliera Merkel". Una crisi di governo, ha messo in guardia, "avrebbe significato abbandonare il Fiscal compact, aumentare il deficit e il debito".

La crisi economica spagnola - Quanto alla crisi economica e all’Unione europea, ha spiegato Monti, "non so se la Spagna attiverà il meccanismo di stabilità".
"Non so cosa potrebbe fare il Governo spagnolo - ha aggiunto - ma non sarà comunque per quanto posso capire la richiesta di un pacchetto di aiuti come quello chiesto dalla Grecia, dal Portogallo e anche dalla stessa Spagna per il settore bancario". "

Leggi tutto