L'Ue all'Italia: “Servono misure, ripresa stentata nel 2013”

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L’avvertimento del vicepresidente della Commissione europea Olli Rehn: “Preoccupa il debito pubblico”. Stime riviste al ribasso: il calo della domanda interna, il prolungarsi della crisi e la stretta creditizia determineranno una caduta del Pil del 2,3%

L'Italia nel 2013 raggiungerà l'obiettivo di un sostanziale pareggio del bilancio in termini strutturali ma tale traguardo non potrà essere mantenuto negli anni successivi senza ulteriori misure di consolidamento. E' l'avvertimento lanciato dalla Commissione europea che, per bocca del vicepresidente Olli Rehn, invita Roma a proseguire nel percorso di consolidamento dei conti pubblici messo a rischio dalla debolezza dell'economia.
L'avvertimento è arrivato in occasione della pubblicazione delle previsioni economiche di autunno della Commissione europea. Dati negativi, riguardanti anche il resto dell'Eurozona, che nella giornata di martedì 7 novembre, hanno affievolito l'effetto Usa (con la rielezione di Barack Obama alla Casa Bianca) sulle Borse europee, che avevano aperto in positivo salvo poi virare verso il segno meno.

Ripresa stentata dalla seconda metà del 2013
- Secondo la Commissione, infatti, la ripresa in Italia comincerà a manifestarsi dalla seconda metà del prossimo anno, ma sarà piuttosto stentata. Pubblicate mercoledì 7 novembre, le stime d'autunno evidenziano maggior pessimismo per quanto riguarda il biennio 2013-2014 da parte di Bruxelles rispetto al governo. 
Il calo della domanda interna, il prolungarsi della crisi dei debiti sovrani e la conseguente stretta creditizia determineranno quest'anno una caduta del Pil pari al 2,3%. La recessione proseguirà, a un ritmo meno intenso, nel 2013, quando, secondo la Commissione, il Pil calerà dello 0,5%.
Nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, il governo mette in conto una calo del Pil del 2,4% quest'anno e dello 0,2% il prossimo. E se governo e Commissione concordano sul fatto che il 2014 sarà l'anno del ritorno alla crescita, stimata rispettivamente all'1,1% e allo 0,8%, si nota come in ogni caso questa risulterà inferiore alla media della zona euro, che secondo Bruxelles fra due anni dovrebbe marciare all'1,4%.

I conti pubblici italiani preoccupano Bruxelles - In una tale situazione di fragilità del contesto economico, i conti pubblici italiani continuano a preoccupare Bruxelles. "Il ritmo rallentato della riduzione del debito rispetto a quanto previsto nel programma di stabilità di aprile è fonte di preoccupazione, specialmente nel contesto di una prospettiva di crescita lenta in Italia", ha evidenziato Rehn.
Quest'anno Bruxelles prevede che l'Italia riesca per un soffio a garantirsi la chiusura della procedura d'infrazione per deficit eccessivo: il disavanzo dovrebbe attestarsi al 2,9%, dunque sotto la soglia del 3%. L'anno prossimo il deficit dovrebbe ridursi ulteriormente al 2,1%. Si tratta di numeri peggiori rispetto alle ultime stime (a maggio la Commissione prevedeva per il 2012 un disavanzo al 2,0% e per il 2013 all'1,1%) e più pessimisti rispetto a quelle del governo, che prevede un deficit al 2,6% quest'anno e all'1,8% il successivo.
In termini strutturali, Bruxelles stima un deficit all'1,4% del Pil quest'anno e allo 0,4% il prossimo, livello definito "vicino al pareggio". Ma se non verranno implementate ulteriori misure, l'equilibrio dei conti pubblici devierà e segnerà un nuovo passivo dello 0,8% nel 2014, sottolinea la Commissione. 

Olli Rehn: “Debito Italia atteso in crescita significativa”
- "E' importante che l'Italia raggiunga e conseguentemente mantenga una posizione bilanciata in termini strutturali e centri gli obiettivi di riduzione del debito pubblico", ha avvertito Rehn. Le stime di Roma incorporano un deficit strutturale a 0,9% per il 2012. L'anno prossimo è previsto il pareggio e nel 2014 il deficit è indicato allo 0,2%.
"Il debito pubblico è atteso in crescita significativa come quota del prodotto interno lordo principalmente a causa del calo del Pil reale e per l'impatto del supporto finanziario agli altri Paesi dell'area euro", spiega la Commissione, che non include il programma di dismissioni del patrimonio immobiliare preannunciato dal governo, dal momento che non sono stati forniti i dettagli necessari in tempo utile.
"L'attesa accelerazione dei mercati dell'export italiano e il deprezzamento dell'euro nel corso del 2012 porteranno a una crescita delle esportazioni nel 2013, soprattutto nell'area extra Ue", verso cui, sostiene la Commissione, l'Italia sta recuperando competitività.

Previsto anche aumento disoccupazione
- Il quadro recessivo è destinato a pesare sul mercato del lavoro e il 2012 si chiuderà con un tasso di disoccupazione a doppia cifra. Secondo la Commissione, la percentuale dei senza lavoro salirà al 10,6% quest'anno e l'anno prossimo si porterà all'11,5% (9,5% e 9,7% le stime precedenti). Il calo dei redditi disponibili delle famiglie spinge più individui, in particolare donne e giovani, a cercare lavoro e d'altra parte l'aumento dell'età pensionabile ha costretto i lavoratori più anziani a rimanere attivi, spiega la Commissione.

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