Fiat, Bersani: finora nessun piano, solo un giocattolo rotto

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Anche il segretario Pd si scaglia contro il Lingotto per la decisione di mettere in mobilità 19 operai per far posto a quelli reintegrati dal giudice. L’azienda: “Dipende dal mercato”. Ma è giallo sulla nota in cui spiega la decisione

"Mi piacerebbe approfondire bene questo accavallarsi di piani e capire di cosa si sta parlando: fin qui abbiamo visto rompere il giocattolo e non quello che si possa definire un piano". Anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si scaglia contro la Fiat. Lo fa dopo la decisione che ha scatenato le polemiche, quella annunciata dal Lingotto di mettere in mobilità 19 operai per poter riassumere quelli reintegrati del giudice. "E' un fatto grave, ma anche un messaggio inaccettabile", dice il segretario Pd. "Se ti hanno detto: 'Hai fatto un errore devi rimediare', non puoi scaricare il problema dopo due secondi addosso a della gente che ha bisogno di mantenere una famiglia" (VIDEO).

Fiat risponde alle polemiche - In giornata, dopo le reazioni del governo (con Passera e Fornero) e le critiche della Fiom (durissime le parole di Cremaschi: "operai trattati come ostaggi"), la Fiat ha risposto con un comunicato spiegando che la decisione sulla mobilità allo stabilimento di Pomigliano d'Arco dipende "unicamente" dalle condizioni del mercato dell'auto. Il Lingotto - definendo i commenti arrivati nelle ultime ore "in molti casi non pertinenti e inesatti" - aggiunge che la procedura di mobilità ha "iter e tempi stabiliti" e quindi "non vi è alcuna urgenza". E ad ogni modo, "il rientro al lavoro di questi lavoratori è unicamente condizionato dalla domanda del mercato dell'auto italiano ed europeo, attualmente molto al di sotto delle previsioni".
L'azienda spiega inoltre che il rientro al lavoro degli oltre 1.000 dipendenti attualmente in cassa integrazione di Fabbrica Italia Pomigliano, con passaggio alla newco, "è unicamente condizionato dalla domanda del mercato dell'auto italiano ed europeo, attualmente molto al di sotto delle previsioni".
Lo stesso comunicato ha però creato un piccolo giallo: la nota Fiat è infatti arrivata in una prima versione e, dopo pochi minuti, è stato annullata e sostituita con un'altra in cui scompaiono gli ultimi 2 capoversi. Un "errore tecnico", una "bozza" partita per sbaglio, hanno spiegato dall'azienda. E's comparso sostanzialmente un giudizio sul comportamento dei 19 iscritti alla Fiom che Fabbrica Italia Pomigliano sarà costretta ad assumere dopo l'ordinanza della Corte di Appello di Roma.

Polverini: "Intervenga il governo" - "Marchionne non finisce mai di stupirci. Aveva appena rasserenato il clima, ma immediatamente dopo, rispetto a una giusta decisione della magistratura rispetto alle norme vigenti, ci vuol far credere che una azienda così importante vada in crisi per 19 persone, rischiando di mettere lavoratori contro lavoratori" dice a SkyTG24 la presidente dimissionaria della Regione Lazio Renata Polverini, ex leader nazionale dell'Ugl. Le polemiche sulla decisione dell’ad del Lingotto di mettere 19 operai in mobilità al posto di quelli reintegrati dal giudice, decisione criticata anche dai ministri Passera e Fornero, non si arrestano. Anzi.
"L'atteggiamento dei governi che si sono succeduti - ha proseguito Polverini - è stato troppo timido nei confronti di un'azienda che molto ha dato al Paese ma molto ha avuto. Credo che il governo debba intervenire, anche personalmente con Monti. Non si può, da una azienda importante come Fiat, continuare ad avere atteggiamenti di questo tipo che tra l'altro sul piano internazionale non contribuiscono a valorizzare un prodotto che ci ha reso grandi nel mondo".

Fiom: "Lavoratori trattati come ostaggi" - L’ex segretario della Fiom Giorgio Cremaschi, però, critica a SkyTG24 le dichiarazioni di Passera a Fornero: “Mi sembrano dichiarazioni più da spettacolo che da concreta azione di governo. E’ acqua fresca, sono parole per dare un titolo ai giornali”. E insiste: “Il governo ha dei poteri, li usi per fermare l’azienda. Dire di andare intorno a un tavolo, come dice la Fornero, non è una soluzione”. Quanto ai lavoratori Fiat: “Sono trattati come ostaggi: si rilasciano alcuni per farne entrare altri. Mi chiedo solo in che clima si possa lavorare in quella azienda. E che razza di automobili possono venir fuori da operai che lavorano in un clima di terrore”.

Bonanni: "Ricorsi legali se licenziamenti a Pomigliano" - "Faremo ricorsi legali perché per noi non c'è fondamento e si tratta di lavoratori che hanno sottoscritto un accordo - dice il segretario della Cisl Bonanni - Il presidente della Repubblica farebbe bene a interessarsi del problema della Fiat, ma il problema vero è che il sindacato deve trovare armonia. Se Marchionne avrà avuto facile gioco nel dividere il sindacato, la Fiom gli ha dato un grande aiuto in materia di governabilitàsindacale delle aziende".

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