I giovani di Confindustria: "Il fisco è confisca"

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"Il tempo della pazienza è finito", avvertono gli imprenditori under 40: "'Via i ladri, gli ignoranti, gli incapaci". E denunciano: il peso fiscale toccherà nel 2012 il 45% del Pil, l'onere sulle imprese sarà superiore al 68%

"Il tempo della pazienza è finito. Il peso della pressione fiscale per chi paga onestamente le tasse è cresciuta così tanto da diventare una confisca". Queste le parole del presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Jacopo Morelli. Un richiamo forte quello che gli under 40 di via dell'Astronomia rivolgono alla politica incapace di rilanciare crescita e occupazione

La pressione fiscale è diventata una confisca - "Ci dispiace dover ricorrere a toni forti - aggiunge Morelli dal palco del XXVII convegno di Capri - Lo facciamo pur di trasmettere l'esasperazione che rimbomba nei capannoni vuoti, negli uffici dismessi, nelle case di quelle famiglie che non possono permettersi più di fare piani per il futuro". La pressione fiscale ufficiale in Italia toccherà nel 2012 il 45% del Pil. Il cuneo fiscale e contributivo è tra i più elevati dell'Ocse: il 53% contro una media dell'Unione europea del 41%. L'onere sulle imprese italiane quest'anno sarà superiore al 68%. "Il governo ha riconosciuto che gli italiani stanno dando una grande prova di responsabilità, accettando misure drastiche
e impopolari. Se questo è vero, c'è un dovere morale di ridare, subito, fiducia al Paese, abbassando, in maniera sostanziale, la pressione fiscale su chi lavora e sulle imprese che
reinvestono", ha detto ancora Morelli, classe 1975, presidente e ad della società di arredamento fiorentina EmmeEmme spa. "Non basterà, anche se è un inizio, il taglio dell'Irpef sul primo scaglione, che rischia di essere vanificato dall'aumento dell'Iva".

Lotta ai parassiti - I 13.000 giovani tra i 18 e i 40 anni che hanno responsabilità di gestione in aziende iscritte a Confindustria bocciano la politica del rigore imposta in Europa dalla Germania e applicata in Italia dai tecnici di Mario Monti.
Dice Morelli, laurea di Economia all'Università di Firenze e studi classici: "Ci pare di assistere all'applicazione ostinata di teorie e ricette da laboratorio, politiche dimostratesi
inefficaci, dimenticando che l'economia è una scienza interpretativa e che quindi può essere imprecisa, imprevedibile. I cittadini non sono cavie". Ma la critica diventa sdegno verso i fenomeni di corruzione e spreco del denaro pubblico che stanno emergendo anche in questi giorni nelle amministrazioni locali di Lazio e Lombardia e non solo.
"Chi lavora non è più disposto a sostenere oltre, con le proprie tasse e la propria fatica, larghi strati parassitari che anche adesso, mentre perdiamo duemila occupati al giorno,
continuano ad erodere denaro pubblico", ha scandito Morelli. "Servono persone responsabili, preparate, all'altezza del compito. Via i ladri, gli ignoranti e gli incapaci. Abbiamo diritto a cambiare. C'è spazio per interventi drastici, senza ipocrisie. Senza camuffamenti".

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