Grilli: "Sul ddl stabilità l'Aula può decidere diversamente"

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Il ministro dell'Economia: "Sulla retroattività del provvedimento fiscale si discuterà in Parlamento". Bersani: "Serve una riflessione seria, non si può scherzare. Occorre aiutare la domanda interna"

L'apertura del governo, le perplessità dei partiti. Il disegno di legge sulla stabilità continua a far discutere, con il ministro Grilli che apre a modifiche e col Pd che chiede interventi.
"Sento molte critiche, ma ora che il testo della legge di stabilità è pronto per andare in Parlamento, lo posso dire: questa è la composizione ideale delle misure fiscali. In principio volevamo solo evitare il previsto aumento dell'Iva nel 2013. Poi abbiamo pensato a un approccio più articolato per tenere insieme rilancio della domanda, equità e competitività. Ecco allora i tre interventi chiave di questa legge: lo stop all'aumento di un punto dell'Iva, la riduzione delle aliquote più basse dell'Irpef e la detassazione dei salari".
E' quanto afferma in una intervista al Sole 24 Ore il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, che sui pagamenti dello stato verso i privati aggiunge: "C'è un problema di risorse, bisogna alimentare quel fondo che nel 2013 era di 6,7 miliardi. Vogliamo rifinanziarlo anche per il 2013. E lo faremo attraverso le dismissioni".
Sulla retroattività, spiega Grilli sulla legge di stabilità, "discuteremo insieme, si dovrà fare una scelta, il Parlamento può prendere una decisione diversa", ma, sottolinea il ministro, "va trovato un miliardo".
Del resto aggiunge, sulle violazioni allo statuto del contribuente, "le violazioni non sono l'eccezione ma la regola, spesso sul fisco va toccato l'anno in corso".
Sulle critiche al provvedimento, Grilli replica che "con gli interventi sull'Irpef e sull'Iva proviamo a rilanciare i consumi" mentre, per quanto riguarda i salari di produttività, il ministro osserva: "Abbiamo raddoppiato le risorse rispetto al 2012: ora tocca alle parti fare di più".

Le critiche di Bersani - Intanto Bersani è tornato a chiedere correzioni al disegno di legge. "Guarderemo, vedremo. Ho già detto al governo che visto che non ci si è parlati prima toccherà parlarsi dopo", ha detto il segertario Pd a Confcommercio.
"In tutto questo giro Irpef, detrazioni, Iva, considerate tutte le criticità di questa cosa, qualcosina arriva in tasca anche a me, ma non la voglio", ha spiegato. "Non accetto che ai ceti popolari gli metti un euro in una tasca e gliene tiri via uno e mezzo o due dall'altra. E l'Iva è un modo molto efficiente per tirarlo via. Bisogna fare una riflessione vera, non possiamo scherzare. Bisogna aiutare la domanda interna", ha ammonito.

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