Squinzi: “Dal governo nessuna misura incisiva per ripartire”

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Il presidente di Confindustria critica l’esecutivo: “Nessun provvedimento su ricerca, innovazione e infrastrutture”. E sottolinea: “Non si aumenta la produttività abbassando i salari”. Parole dure anche per la Fiat: “Meno annunci e più cose concrete”

“Al di là di qualche dichiarazione di principio non abbiamo visto misure molto concrete. Non ci sono provvedimenti incisivi per la ripartenza, in particolare per quanto riguarda ricerca, innovazione e infrastrutture". E’ la dura critica mossa all’esecutivo dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi a margine dell’assemblea dell’Unione industriale del Verbano-Cusio-Ossola. "Il governo ha iniziato a operare bene per ridurre lo spread che comunque resta ancora alto" - ha detto a margine dell'assemblea degli industriali di Verbania il leader degli industriali, invitando l’esecutivo "a completare provvedimenti adeguati come la Spending Review, la legge di stabilità, la semplificazione e la minirevisione del titolo V". "Il tempo è poco – ha sottolineato – fra tre mesi il governo ha esaurito il suo compito. Portare a compimento i provvedimenti varati sarebbe già un discreto segnale".

Secondo il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, l'aumento di produttività di cui l'industria italiana ha bisogno per ritornare competitiva "si può raggiungere in vari modi, ma il modo giusto non è l'abbassamento dei salari". "Dobbiamo trovare il modo per far costare di meno i nostri prodotti perché in questi anni abbiamo perso molti punti, in termini di produttività e di alto costo del lavoro, e dobbiamo riavvicinarci ai nostri concorrenti europei. Ma questo non passa da una riduzione dei salari. Quanto all’apertura del ministro Elsa Fornero sulla flessibilità dei contratti a termine, Squinzi ha commentato: "Ci fa piacere che il ministro sia disponibile a rivedere parte degli accordi sulla riforma del lavoro. Vediamo come si realizzerà questa disponibilità. Mi raccomando i tempi rapidi. La signora Fornero ci ha sempre parlato di sei mesi. Noi auspichiamo 30-40 giorni".

Poi, sulla legge di stabilità, ha osservato: "La riduzione dell'Irpef va a favore dei cittadini, il che ci sta benissimo, ma non di certo a favore delle imprese. Questo provvedimento ci era stato annunciato in un certo modo ed è arrivato in modo diverso, per cui non posso ancora commentarlo pienamente. Ci sono segnali positivi e meno positivi: ad esempio, ci era stato detto che l'Iva non sarebbe stata aumentata e invece è successo...". Sul futuro del governo il leader di Confindustria ritiene che “l'esperienza del governo tecnico non è ripetibile nell'arco di una legislatura di cinque anni. Monti ci ha sicuramente dato vantaggio, perché senza di lui sarebbe stato molto peggio, ma il prossimo governo deve essere politico; magari con una connotazione tecnica, ma con una legittimazione elettorale che è inevitabile". E ha precisato: “ Se Monti si presenta a capo di una coalizione e ottiene la maggioranza dei voti, a me va benissimo. Ma deve avere una validazione elettorale".

Squinzi è intervenuto anche sulla Fiat, commentando così l’incontro tra l’ad del Lingotto Sergio Marchionne e i sindacati, in cui è stata confermata la non chiusura di stabilimenti. "Se è vero lo valuto positivamente. In questo momento ci sono molti annunci dalle imprese. Preferirei meno annunci e più cose concrete. Non dimentichiamo che aveva annunciato 20 miliardi per il piano Fabbrica Italia di cui si è persa traccia". Pronta la replica del Lingotto. "Ci stupisce che a Giorgio Squinzi - afferma in una nota un portavoce della Fiat - sia sfuggito che dall'aprile del 2010, quando la Fiat aveva annunciato i 20 miliardi di investimenti, la situazione economica europea sia profondamente peggiorata. Forse le sue industrie non ne hanno risentito, ma tutte le altre attività certamente sì. La polemica fine a se stessa - conclude la nota - non ci interessa. Non dovrebbe interessare neanche al Presidente di Confindustria”.

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