Crisi, Draghi: "La situazione migliora, segni di ottimismo"

1' di lettura

Ci saranno segni di ripresa nel 2013 secondo il presidente della Bce. Intanto il ministro dell'Economia Grilli assicura: "L'Italia non ha bisogno del fondo anti spread. Da noi meno disoccupazione che nel resto d'Europa"

Sulla crisi dell'Eurozona "la situazione migliora, ci sono segnali di ottimismo": ad affermarlo è stato il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine dell'assemblea annuale dell'Fmi, a Tokyo. ottimismo che viene condiviso in parte anche dal Commissario europeo all'Economia Olli Rehn, secondo cui dopo una "modesta recessione nel 2012", dovrebbe seguire "una moderata ripresa nel 2013 sia in Ue sia nell'Eurozona". "La seconda metà di quest'anno, più debole del previsto - ha aggiunto Rehn - determina un notevole trascinamento negativo nel 2013 che deve essere smaltito. Ma nonostante il quadro - ha concluso - gli stati membri che beneficiano di programmi di aiuti dovranno rispettare gli obiettivi".

Draghi: "Sistema di vigilanza bancario in due anni"
- Da parte sua invece Mario Draghi ha spiegato che per attuare il sistema di vigilanza bancario dell'eurozona potrebbero volerci "da uno a due anni". Il calendario prevede la nascita del sistema di vigilanza a gennaio 2013, "ma questo non vuol dire che sarà operativo il 1 gennaio", ha sottolineato Draghi, aggiungendo quindi che potrebbero volerci da "uno a due anni".

Grilli: "Non abbiamo bisogno di fondi" - Per quanto riguarda la situazione italiana invece il ministro Grilli ha assicurato che il nostro paese non avrà bisogno del fondo anti spread della Bce. "Noi non abbiamo il fiscal gap che altri hanno con il deficit al 5 o al 10%. Noi abbiamo un bilancio in pareggio strutturale. Non ci servono fondi" ha detto il ministro dell'Economia (VIDEO). Sull'economia reala ha invece ricordato che  "la disoccupazione è salita ovunque", anche a causa del ciclo economico negativo, "ma in Italia meno che in altri Paesi, tanto che siamo sotto alla media europea" (in Italia è dell'11%, contro l'11,5% della Ue).  Il ministro non ha comunque nascosto la sua "preoccupazione" e ha sottolineato che è necessario "fare in modo che le riforme strutturali entrino in funzione al più presto".

Visco: "Banche italiane meglio di quelle spagnole"
- Ignazio Visco invece affronta la differenza tra le banche italiane e quelle spagnole, sottolineando la migliore salute dei nostri istituti bancari. Ma avverte: "le banche devono fare molto" per rafforzare la propria posizione e la propria redditività. Il sistema, osserva il numero uno di via Nazionale nel corso di una conferenza stampa al termine dell'assemblea plenaria dell'Fmi, "attraversa una fase difficile, sebbene esattamente nei termini in cui l'abbiamo esaminata e narrata".

Napolitano: "Cedere quote di sovranità alla Ue"
- Intanto da Napoli il Capo dello Stato invita a cedere maggiori quote di sovranità all'Unione Europea (VIDEO). "Per tornare a crescere -scrive Napolitano- è indispensabile ma non  sufficiente l'impegno tenace dei paesi maggiormente in crisi". "Occorre anche - sottolinea ancora il Capo dello Stato - che  l'Europa, nel suo insieme, partendo dal dato irrinunciabile della  moneta comune, continui ad andare avanti, con determinazione e  realismo, sulla strada dell'approfondimento dell'unione economica e  monetaria sia nel campo della finanza e delle banche, sia in quello  delle politiche economiche e di bilancio". E le innovazioni richieste "comportano ulteriori trasferimenti  di poteri decisionali e di quote di sovranita'; in questo senso si  pone ormai la questione degli avanzamenti necessari nel processo  d'integrazione anche sul piano politico-istituzionale".

Leggi tutto