Monti: "Un rigore eccessivo allontana i cittadini"

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Il premier è a Malta per il vertice sul Mediterraneo: "I paesi europei devono continuare sulla via delle riforme". Il professore non chiede sconti per la Grecia, ma invita a tenere conto degli effetti che possono avere le misure chieste dalla Ue

Nessuno sconto, tutti - comprese Italia e Grecia - devono terminare i propri compiti a casa, ma l'Europa non deve esagerare perché un rigore eccessivo può accrescere le distanze dei cittadini verso l'Unione europea e monetaria. Mario Monti dosa bene le parole in questo difficile momento e cerca una posizione mediana fra i rigoristi dell'Eurozona (tedeschi in testa) e i leader in difficolta', come il premier greco Samaras che ha ventilato il rischio che Atene faccia la fine della Repubblica di Weimar.

Monti: "Ci attendono sfide economiche cruciali"
- Da Malta, dove è volato per partecipare al Vertice sul dialogo del Mediterraneo occidentale (il cosiddetto "5+5" che riunisce Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Portogallo pi- Marocco, Algeria, Libia, Tunisia e Mauritania), Monti fa capire di credere ancora nella necessità che i partner europei tengano i conti in ordine e facciano le riforme strutturali; anche se spesso ciò significa fare sacrifici. A condizione però che tutto ciò sia finalizzato al benessere comune: "Ci sono sfide economiche che sono cruciali se vogliamo davvero trasferire i principi in concreti miglioramenti nelle vite dei nostri cittadini", afferma nell'unico passaggio a braccio del suo discorso di apertura. "Ognuno dei nostri Paesi in questo periodo deve affrontare sfide economiche e finanziarie", aggiunge,, sottolineando che ciò vale soprattutto per i Paesi dell'Eurozona visto che "devono impegnarsi in una azione molto forte e determinata a casa per completare i loro sforzi".

Paesi del Mediterraneo guardano con interesse a Ue - Che l'integrazione europea sia la strada giusta, secondo Monti, è dimostrato dal fatto che i Paesi del Mediterraneo guardano con interesse al modello comunitario. E ora che sono venute meno alcune alcune "dittature", aggiunge, forse i paesi del Nord Africa potranno fare passi più concreti. Ma le "primavere", ammonisce, possono "sfiorire" se la gente "non ha da vivere". Alla democrazia, insomma, va affiancato lo sviluppo economico. Al quale l'Europa deve dare un contributo, perché ne trarrebbe un sicuro vantaggio. E il Mezzogiorno italiano, spiega Monti, in particolare.

Non fare sconti alla Grecia, ma attenzione ai cittadini - Simile il discorso Monti lo fa sulla crisi: il rigore non può strangolare i Paesi membri, è il senso del ragionamento che Monti sviluppa interrogato sui timori del premier greco: la posizione del governo italiano sulla crisi greca, spiega il professore, è di non fare "sconti" sulla "disciplina finanziaria e sulle riforme economiche", ma al tempo stesso è di avere "grande sensibilità per le implicazioni che le decisioni dell'Europa hanno sugli "atteggiamenti" dei cittadini verso la stessa Ue.

Difende l'agenda digitale
- Il premier riferisce anche del vertice ristretto dei paesi della zona euro, sottolineando che tutti sono persuasi della necessità di arrivare "entro fine anno" ad una "sorveglianza" bancaria unica, oltre che dare rapida attuazione alle conclusioni dell'ultimo Vertice europeo. Monti si dice "preoccupato" per la situazione in Siria mentre, sul fronte interno, torna a difendere gli ultimi provvedimenti varati dal suo Esecutivo: e in particolare l'agenda digitale. "Può trasformare il Paese", afferma con quella che suona come una risposta indiretta alle critiche di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. Nel farlo il premier ricorda a scanso di equivoci che la vita del suo governo è parago

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