Crisi, Istat: cala il potere d'acquisto delle famiglie

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Nel 2011 il dato è diminuito dello 0,8% rispetto all'anno precedente. Ad aumentare, invece, è stata la spesa per i consumi finali (+2,9%). Nello stesso anno Pil a +0,4%. Squinzi: "Occorre puntare ad un ritmo di crescita robusto, almeno il 2% l'anno"

Nel 2011 il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici italiane è aumentato dell'1,9%, la spesa per consumi finali è cresciuta del 2,9%. Ma la dinamica dei prezzi ha determinato un calo del potere d'acquisto dello 0,8%. Mentre la propensione al risparmio è scesa all'8,8% da 9,7% del 2010. A fotografare la situazione è l'Istat nei dati diffusi giovedì 4 ottobre.

Diminuiscono i consumi -
Cifre poco confortanti arrivano anche dalla Confcommercio secondo cui i consumi, ad agosto, sono diminuiti del 2,7% in quantità (-0,7% in valore) rispetto allo stesso mese del 2011. Sono invece cresciuti lievemente (0,2%) rispetto a luglio. Per l'associazione si è registrato un tonfo per i beni e servizi per la mobilità (-12,4% tendenziale).

Pil, Squinzi: "Dobbiamo puntare a una crescita del 2% l'anno" -
Sempre nella giornata di giovedì 4, l'Istat ha comunicato che nel 2011 il Pil nazionale ai prezzi di mercato ha toccato i 1.579,6 miliardi di euro, con un aumento dell'1,7% rispetto all'anno precedente. La variazione del Pil in volume è stata così pari a +0,4%. Quanto alle amministrazioni pubbliche, i dati mostrano per il 2011 un indebitamento netto in rapporto al Pil pari a -3,9% (-4,5% nel 2010), valore invariato rispetto alla stima pubblicata a marzo. Il saldo primario è invece pari all'1,0% del Pil.
"Possiamo, anzi dobbiamo essere ambiziosi e puntare ad un ritmo di crescita robusto, almeno il 2% l'anno: traguardo difficile ma non impossibile", commenta il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: "E' arrivato il momento di cambiare il passo in modo deciso: credo che l'Italia abbia tutte le potenzialità per tornare a crescere".

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