Srl a 1 euro, giovani imprenditori crescono

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Dalla fine di agosto sono nate 1002 nuove imprese con capitale inferiore a 10mila euro. "Il governo ha dato un'ottima opportunità agli under 35. Ma non basta per far partire nuove aziende” dice a Sky.it Giuseppe Airoldi, dell'università Bocconi di Milano

di Pamela Foti

Giovani, intraprendenti e con poco capitale iniziale da investire. E’ dedicata a loro la principale novità introdotta lo scorso 29 agosto dal governo Monti con l’entrata in vigore dello Statuto della Società a responsabilità limitata semplificata. Da circa un mese e mezzo, infatti, i giovani che hanno meno di 35 anni possono aprire una Srl anche con 1 solo euro.
Secondo i dati forniti da Infocamere e aggiornati al 6 ottobre, dalla fine delle vacanze estive sono nate 1002 nuove imprese. Tra queste, 126 nella Provincia di Roma; 51 in quella di Milano; 35 in quella di Napoli e 28 in quella di Salerno. Il conteggio, però, comprende sia le Srl semplificate sia le Srl a capitale ridotto (S.r.l.c.r).
L’aspetto che accomuna le due nuove società è il capitale sociale, che deve essere compreso tra 1 e 9.999,99 euro e versato in denaro. Quello che le differenzia è che per aprire una S.r.l.c.r non ci sono limiti di età, mentre le Srl semplificate possono essere create solo da under 35 che godono di agevolazioni in termini di costi istitutivi.

“Il governo ha lanciato ai giovani un segnale politico positivo per agevolare la nascita di nuove attività imprenditoriali - dice a Sky.it Giuseppe Airoldi, direttore del Dipartimento di Management e Tecnologica dell’Università Bocconi di Milano - E’ però evidente che le Srl semplificate non bastano per far partire le nuove aziende. Per formare un’impresa servono comunque molti soldi. I giovani dovrebbero poter aver accesso a fondi di finanziamento agevolati".
La registrazione della Società a responsabilità limitata semplificata deve essere fatta dal notaio, ma non occorre pagare nulla. L’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da bollo. Un’assoluta novità nel panorama delle imprese italiane se si tiene conto che sino al 29 agosto per aprire una Srl occorrevano almeno 10mila euro e che le spese dal notaio ammontavano a circa 3mila euro. Altro elemento introdotto dalla Srl semplificata è che il capitale che rischia chi fa uso di questa nuova forma giuridica è limitato al capitale investito. Investo 1 euro e se va male perdo 1 euro.
"Potrebbe essere un’ottima occasione per un ragazzo che ha progettato un software innovativo e voglia tentare la strada dell’imprenditoria", spiega Airoldi. Parliamo dunque di start-up fondate sul lavoro volontario: si investono pochi soldi e i nuovi titolari, almeno nella fase iniziale, non guadagnano soldi. “In tutti gli altri casi – continua - occorre acquistare attrezzature, fare contratti con i fornitori e magari avere dei dipendenti. Si rende così necessario dover chiedere presiti in banca. E per ottenerli occorre fornire garanzie di patrimonio. Proprio o dei genitori”. L’Italia, aggiunge, “ha un disperato bisogno di far nascere nuove imprese, ma occorre che cambino alcune condizioni”.

Secondo i dati resi noti da Infocamere, ad oggi le imprese cosiddette tradizionali (con capitale sopra i 10mila euro) guidate da under 35 sono 642mila, circa il 3% in meno rispetto allo scorso anno. Tra giugno 2011 e giugno 2012, infatti, tra quelle iscritte al Registro Imprese delle Camere di commercio italiane ne mancano all’appello 22.709.
Le banche, i notai, i commercialisti ma anche la Pubblica Amministrazione e le compagnie immobiliari "dovrebbero accostarsi alle nuove società in modo diverso perché è certo che le aziende appena nate siano ad alto rischio" aggiunge Airoldi. "Una alternativa valida potrebbe essere quella di appoggiarsi a venture capital, società che partecipano al capitale di finanziamento e si assumono rischi economici che altri operatori finanziari non sono disposti a correre. Ma di questo - conclude il direttore del Dipartimento di Management e Tecnologica dell’Università Bocconi di Milano - si discute in Italia da almeno 30 anni”.

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