Squinzi: "Vicini a intesa coi sindacati sulla produttività"

Il presidente di Confinustria Giorgio Squinzi e la numero uno della Cgil Susanna Camusso in una foto d'archivio
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"Sto vedendo tutti i leader, ci sono gli spazi per una posizione comune, prima del 18 ottobre, quando Monti andrà in Europa" ha detto il numero uno di Confindustria. Ma Camusso frena: "Un incontro come tanti, continuiamo a lavorare"

Tra imprese e sindacati ci sono "gli spazi per poter arrivare a una posizione comune" sul tema della produttività, così come sollecitato dal premier Monti. Così il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che ieri giovedì 20 settembre ha incontrato la leader della Cgil Susanna Camusso. "Sto vedendo tutti i leader dei sindacati ed anche tutti i leader politici - ha spiegato a margine dell'assemblea di Confindustria Latina - non siamo ancora entrati nel vivo-vivo, ma ritengo ci siano gli spazi per poter arrivare ad una posizione comune, a posizioni che vadano nella direzione giusta". Squinzi ha confermato inoltre "tempi brevi" per un’intesa, indicando il termine del 18 ottobre, quando "Monti deve andare in Europa".
Più freddo il commento di Susanna Camusso sul faccia a faccia con il presidente degli industriali: "E' stato un incontro come spesso se ne fanno, continuiamo il lavoro, non c'è nessuna notizia".

Dal numero uno di Confindustria è arrivata inoltre una previsione non incoraggiante sull’andamento dell’economia del nostro Paese nel 2013: "L'anno prossimo non sarà l'anno della ripartenza, sarà ancora un anno di riflessione, e spero che la situazione non vada anche a peggiorare". "L'Italia ha le potenzialità per tornare a crescere" e "Confindustria è pronta a fare la sua parte, non ci tireremo indietro", ha però aggiunto Squinzi. "Vogliamo che partiti politici e parti sociali abbiano la stessa disponibilità e lungimiranza. O ci muoviamo tutti nella stessa direzione o sarà il Paese a non farcela".

"La previsione del Pil a ribasso significa qualche miliardo di manovra in arrivo con la legge di stabilità" ha invece commentato Camusso, a proposito degli ultimi dati del Def. "Quella del pareggio di bilancio - ha detto - del rigore e dei tagli non è la ricetta giusta. Bisogna cambiare ricetta, non è detto che i migliori cuochi siano quelli della Commissione europea". 

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