Crisi, Monti: "Si vede la luce della ripresa"

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Il governo rivede al ribasso le stime di crescita dell'economia ma il presidente del Consiglio è ottimista: nel 2013 inversione di tendenza. Grilli: "Per consentire di non aumentare l'Iva tra un anno "c'è bisogno di ulteriori risparmi". VIDEO

Raddoppia rispetto alle stime di primavera il "rosso" dell'economia italiana per quest'anno. E la ripresa appare più lontana a causa di un "segno meno" anche l'anno prossimo che torna "più" ma solo nel 2014. Ma il pareggio di bilancio ("il nostro cardine" dice Mario Monti) è confermato. Insomma "il pareggio di bilancio è già nei numeri" - afferma anche il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli - e invece per consentire di non aumentare l'Iva dopo luglio 2013 "c'è bisogno di ulteriori risparmi" per evitare l'aumento che Monti ipotizza sia "sine die".

E la ripresa? "La luce della ripresa si vede - dice Monti - L'anno prossimo sarà un anno in ripresa". Il Cdm dà il via libera alla nota di aggiornamento al documento di economia e finanza che registra il forte peggioramento del ciclo economico dalla primavera ad oggi. Così il Pil dell'anno in corso scenderà del 2,4%, cioé il doppio rispetto all'1,2% previsto in aprile e valore più alto anche rispetto alle ultime previsioni degli organismi internazionali che fotografavano un calo del 2,2%. Insomma un dato in linea con le ultime stime Istat che parlano di un calo già acquisito per l'intero anno (cioé il dato che si avrebbe se le variazioni nei prossimi trimestri fossero nulle) del 2,1%. Né fanno ben sperare gli ultimi dati sulla produzione industriale e sul bagno di sangue, ad esempio, che sta subendo per le vendite la maggior industria manifatturiera italiana (la Fiat).

Segnali positivi, ma ancora molto timidi, arrivano invece dai dati di fatturato e ordinativi. Male anche l'anno prossimo: il Pil scenderà dello 0,2% contro una previsione del Governo in aprile del +0,5%. Insomma la ripresa, più volte annunciata per l'inizio dell'anno prossimo, sembra decisamente meno probabile risentendo delle 'code' della recessione. Ma dal 2014 torna il segno più: Pil a +1,1% nel 2014 e al +1,3 nel 2015.

Ancora arduo il sentiero per la riduzione del debito pubblico che sconta anche l'impatto degli aiuti ai partners europei. Inclusi i sostegni sarà al 127,1% nel 2013, al 125,1% nel 2014 e al 122,9% nel 2015. Il Governo punta ad una riduzione: Grilli spiega infatti che il peggioramento dei dati sul debito, che "sappiamo essere un fattore importante e delicato", "non sono certo colpa del governo". E sottolinea come vi sia "un impegno programmatico per accelerare la sua discesa" anche grazie alla vendita del patrimonio dello Stato (1% di Pil l'anno) che farà sì che nel 2016 il debito scenda a 116,1% del Pil.

Insomma per il Governo i conti sono in ordine e Monti avverte: "certo è che se l'Italia non continuasse sulla strada intrapresa non solo i mercati darebbero segnali negativi, ma per l'Italia sarebbe più difficile continuare a esercitare una influenza" in Europa.

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