Fiat, la Uil attacca: "Inaccettabile ridurre la produzione"

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I tre principali sindacati compatti contro le parole di Marchionne. Angeletti: "Investimenti necessari per rimanere produttivi". Bonanni: "Serve un chiarimento". Sabato la Camusso aveva detto che il Lingotto "ha preso in giro il Paese"

I tre principali sindacati italiani si ritrovano compatti nella reazione indignata alle parole di Sergio Marchionne. "Non possiamo accettare riduzioni della capacità produttiva", ha tuonato Luigi Angeletti del Uil. Una replica diretta all'ad della Fiat, che qualche giorno fa ha espresso l'intenzione di bloccare Fabbrica Italia, il piano di investimenti annunciato nel 2010. "Siamo una multinazionale, abbiamo il diritto di fare scelte industriali razionali", ha detto Marchionne scatenando le repliche dei ministri Passera e Fornero, che hanno fissato un incontro con il manager per ottenere chiarimenti.
Ma le scelte industriali dell'ad di Fiat hanno fatto infuriare soprattutto Diego Della Valle prima e i sindacati poi. Il patron di Tod's ha attaccato duramente Marchionne: "Il problema del Lingotto è lui. Queste persone fanno le scelte più convenienti per loro, senza curarsi degli interessi del Paese". Parole pesanti a cui si è unita Susanna Camusso, leader della Cgil ("La Fiat ha preso in giro tutto il Paese") e l'ex amministratore delegato Cesare Romiti (l'intervista di SkyTG24).

Uil: "No a riduzione della produzione" - Il malcontento traspare anche dalle dichiarazioni del segretario della Uil Luigi Angeletti: "Non possiamo accettare riduzioni della capacità produttiva. Noi crediamo ancora che la Fiat possa restare una casa automobilistica competitiva ma perché ciò sia possibile bisogna crederci e fare gli investimenti necessari". Angeletti spiega i motivi per i quali un calo della produzione non è accettabile: "Siamo in una fase di crisi di mercato, ma in Italia, malgrado tutto, si produce un terzo delle auto che si comprano. In Europa la recessione ovviamente finirà".

Cisl: "Marchionne deve chiarimenti" - In un'intervista al Secolo XIX è intervenuto anche Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl: "Un caso è sospendere i programmi, un'altra invece è cambiarli. Penso che Marchionne farebbe bene a chiarire il concetto e spiegare se il programma pattuito è sospeso solo fino a quando il mercato non inverte il trend. Oppure l'intenzione è quella di cambiare indipendentemente da come vanno le vendite", precisa il sindacalista, chiedendo all'amministratore delegato del Lingotto di "arrivare a un chiarimento pubblico con noi prima di presentare il piano a ottobre".

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