Draghi: "Acquisto di bond non è contro i trattati"

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Il presidente della Bce difende la scelta di Francoforte di acquistare titoli di stato dei paesi in difficoltà con scadenza non superiore ai tre anni. Intanto la Merkel attacca i mercati: "Non sono al servizio del popolo"

I debiti degli stati non devono essere finanziati dalla Bce. Ma quelli più deboli vanno aiutati con acquisti di bond fino a tre anni. Mario Draghi, in un'audizione a porte chiuse davanti alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, definisce le linee guida sul tema degli interventi della Banca centrale nell'acquisto di titoli di stato. Le parole di Draghi sono state riferite dal vice-presidente del Parlamento Ue Mario Mauro e confermate da altri due parlamentari.

Il 6 settembre è prevista la riunione del board Bce. Ma le mosse di Francoforte sono state anticipate dalle parole di Draghi, che ha difeso davanti al Parlamento europeo la legittimità degli acquisti di bond, ma ha anche ribadito il 'no' alla licenza bancaria dello Esm, che sarebbe una forma di finanziamento diretto secondo il parere giuridico degli esperti della stessa Bce.

"Aiuti solo a determinate condizioni" - Draghi ha definito legittimo che l'Eurotower "intervenga in funzione anti-spread acquistando titoli di stato sul mercato secondario". L'importante è che si tratti di acquisti di bond "a breve", ovvero con scadenza non superiore ai tre anni. E che "quando e se" avverranno gli acquisti siano legati ad una "condizionalità severa" per i paesi che avranno richiesto l'aiuto, "altrimenti si allentano le tensioni" nello sforzo di riforma necessario per riportare in linea i deficit.

"Euro irreversibile" - Il presidente della Bce ha spiegato che "i cambiamenti dei tassi di interesse hanno un impatto su uno o due paesi al massimo e non hanno effetti sul resto dell'Eurozona". In una situazione generale che "si è calmata, ma è ancora fragile e altamente incerta", ha aggiunto, e "esattamente per garantire la stabilità dei prezzi" che "dobbiamo ricostruire l'Eurozona e superare la frammentazione". La crescita è "debole" anche se "c'è stata una ripresa graduale", mentre l'inflazione dovrebbe tornare "sotto il 2% nel 2013". I rischi sono invece "equilibrati", sebbene ci possa essere un rischio di "peggioramento per la crescita e inflazione". Da qui il monito del numero uno dell'Eurotower ai paesi dell'Eurozona a "rispettare gli impegni presi" sul risanamento dei conti pubblici e riforme strutturali."L'euro è irreversibile", ha ribadito.

Merkel: "Mercati non al servizio del popolo" - Le parole di Draghi sono arrivate nel giorno in cui il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Scaheuble ha ribadito come la Germania sia contraria al finanziamento diretto degli stati in difficoltà, ma si è anche detto "sicuro" che la prossima settimana la Corte Costituzionale tedesca non giudicherà incompatibile con la legge tedesca il fondo di salvataggio Esm.

Parole che trovano conferma nelle dichiarazioni di Angela Merkel, che ha sottolineato come "in una fase così difficile" i paesi deboli dell'Eurozona "si sono guadagnati la nostra solidarietà e il nostro augurio per il superamento delle loro difficoltà". In sostanza, un'apertura di credito pronunciata proprio nel 'lander' della Csu, l'ala dei cristiano-democratici tedeschi più  contraria agli interventi. Nel suo intervento, la Merkel ha aggiunto una stoccata anti-mercati: "Pochi si sono arricchiti e molti, nel mondo, hanno dovuto pagare". I mercati, insomma, "non sono stati al servizio del popolo".

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