Istat: in 10 anni la spesa delle famiglie aumentata del 12%

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Secondo le tabelle dell'Istituto di statistica nel 2000 i nuclei familiari spendevano in media 2.178 euro al mese. Oggi, 2.453. In aumento le risorse destinate alla casa, arrivate a quasi un terzo del totale. I DATI

In 10 anni la spesa media delle famiglie italiane è aumentata del 12,6%, arrivando a 2.453 euro al mese.
In aumento le risorse che vengono destinate alla casa, ormai arrivate a quasi un terzo del totale; mentre resta stabile la voce 'alimenti e bevande' (19%). E' quanto emerge dai dati dell'Istat, relativi agli anni 2000-2010, elaborati dall'agenzia Adnkronos.
Il costo della vita, secondo le denunce delle associazioni dei consumatori, prosegue la sua corsa in salita, e al ritorno dalle vacanze brutte sorprese attendono gli italiani; le associazioni chiedono quindi all'esecutivo delle misure per contrastare il fenomeno dell'aumento dei prezzi e annunciano provvedimenti.

Secondo le tabelle dell'Istituto di statistica nel 2000 la spesa media mensile delle famiglie era pari a 2.178 euro, ma la ripartizione geografica mostrava evidenti differenze: al nord saliva fino a 2.441 euro, al centro restava vicino al dato nazionale con 2.149 euro, mentre al centro scendeva a 1.811 euro.
In 10 anni le differenze tra i mezzogiorno e il resto della penisola sono ulteriormente aumentate, portando la spesa mensile a 2.795 nel nord (+14,5%), a 2.538 al centro (+18,1%) e 1.882 al sud (+3,9%). Tra i vari capitoli di spesa il primo posto spetta alla casa, che nel tempo ha ulteriormente incrementato la cifra destinata dalle famiglie, passando dal 22,3% del totale al 28,4%, con un incremento di 6,1 punti percentuali.

Al secondo posto ci sono alimenti e bevande, che mantengono la loro quota di spesa (18,6% nel 2000 e 19% nel 2010). Stabile anche il terzo posto, con i trasporti che registrano un lieve calo, si passa infatti dal 15,3% al 13,8%. Si riduce di poco la spesa per abbigliamento e calzature, che passa dal 6,6% al 5,8%; mentre salgono i costi per combustibili ed energia elettrica che dal 4,6% arrivano al 5,3%.
Giù la quota destinata ad 'arredamento, elettrodomestici e servizi per la casa', che dal 7,4% si porta al 5,4%; in calo anche la percentuale destinata al tempo libero e cultura che dal 5,3% si riduce al 4,4%. Restano stabili le risorse impiegate per i servizi sanitari e per la salute, che passano da 3,9% al 3,7%; e si muove di poco anche la spesa per le comunicazioni: era pari al 2,3% nel 2000 e slitta al 2% dieci anni dopo; mentre per l'istruzione si passa dall'1,3% all'1,1% e per il tabacco dallo 0,9% allo 0,8%.

Dall'analisi territoriale emerge che mentre al nord la quota destinata nel 2010 agli alimenti e bevande è pari al 16,5% al nord (16,6% nel 2000), nel sud sale fino al 25% (23% nel 2000); resta vicino alla media invece il centro con 18,6% (17,6% nel 200). Mentre a pagare di più per la casa sono le famiglie del centro, che destinano al capitolo il 31,1% delle risorse complessive (era 24,2% nel 2000); al nord la percentuale è pari al 28,8% (23,2% nel 2000), mentre al sud si scende al 25% (19,2% nel 2000).

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