Crisi, da venerdì governo al lavoro sul Piano Crescita

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Il primo Consiglio dei ministri dopo le vacanze sarà impegnato a decidere i provvedimenti per il rilancio dell'economia. Sul tavolo il taglio dell'Iva sulle grandi opere, l'energia e l'agenda digitale. Resta però l'incognita dei costi

Via alla fase due con un Consiglio dei ministri previsto per venerdì 24 agosto che si preannuncia lungo tutta la giornata, al termine del quale non si attendono provvedimenti precisi ma che condizionerà fortemente i futuri interventi dell'esecutivo per il rush finale di legislatura. Mario Monti, appena rientrato a Roma dalle brevi vacanze in montagna, ha convocato i suoi ministri con un ordine del giorno preciso: "l'aggiornamento del programma di Governo con particolare riferimento alla crescita". A cui si associano interventi per far ripartire le assunzioni nel settore dell'Istruzione.

Un brainstorming dei ministri
- Una sorta di "brainstorming", viene spiegato. Tutti avranno l'occasione di presentare "proposte ed idee" per la crescita ma poi dovranno superare il vaglio di "fattibilità", anche economica, dei loro progetti. L'ipotesi è quella di un "dibattito aperto", utile ad avere "una visione d'insieme". Ogni ministro potrà indicare "le sue priorità" ma queste andranno "incastrate" con quelle degli altri dicasteri in "un piano strategico più ampio". Probabile perciò che, dopo l'intervento di apertura del premier, tocchi ai ministri economici prendere la parola e subito dopo a tutti gli altri per presentare delle "proposte di massima". E' il motivo per il quale la riunione si preannuncia lunga e non sono previsti documenti finali.

Taglio dell'Iva sulle Grandi Opere - Sul tavolo non mancherà la proposta del viceministro Mario Ciaccia  che ha annunciato un "provvedimento per la defiscalizzazione delle nuove infrastrutture per le quali sia accertato, dal punto di vista tecnico, che non sono sostenibili per un piano economico e finanziario con l'attuale gravame di Iva". Il provvedimento allo studio dovrebbe tradursi in un disegno di legge, e nelle intenzioni del vice di Passera dovrebbe puntare ad una "sterilizzazione totale dell'Iva con un impatto di 5-6 punti di Pil e la creazione di centinaia di posti di lavoro. La proposta di Ciaccia incassa il plauso di Confindustria: secondo il numero uno di viale dell'Astronomia, Giorgio Squinzi, "le ulteriori misure a sostegno della crescita annunciate in questi giorni da alcuni esponenti del governo vanno nella giusta direzione". Per Squinzi, "una più ampia e coerente defiscalizzazione dei nuovi investimenti determina un ulteriore e decisivo contributo finanziario alla riduzione del nostro gap infrastrutturale". Lo stesso Corrado Passera inoltre dovrebbe presentare un dossier che spazierà dalla questione degli aeroporti fino all'agenda digitale e alla questione energia.

Il problema dei costi - Il compito più difficile dovrebbe spettare al ministro Vittorio Grilli, responsabile dell'Economia. Tutti le proposte, infatti, dovranno essere "fattibili dal punto di vista dei costi". Il metodo sarà quello della condivisione delle "priorità di governo". Per questo alcune dichiarazioni rilasciate in questi giorni anche da esponenti ministeriali potrebbero risultare ridimensionate dopo la verifica della possibilità di attuazione. Monti intende ascoltare tutti, e che tutti i ministri ascoltino i loro colleghi per avere un "quadro generale" degli interventi realizzabili e della tempistica necessaria per l'attuazione.

Controllare l'operatività dei provvedimenti varati - Proprio su questo punto è probabile che nel corso della riunione si faccia un ulteriore focus. In ambienti governativi, infatti, si è constatata la necessità di "accelerare l'operatività dei provvedimenti già varati". Non è possibile, viene spiegato, che siano necessari 6-7 mesi perché, i decreti dell'esecutivo abbiano reale attuazione. Sono tempi frenetici per il premier. A fine mese, il 29 settembre, Monti andrà a Berlino dove incontrerà il Cancelliere Angela Merkel per fare il punto sulla crisi e sui progressi italiani. Ovvio un riferimento alle politiche europee di intervento sugli spread. Non basta, infatti, impegnarsi in Italia ma anche in Europa. Anche perché, come sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, "i mercati tardano a riconoscere i meriti dell'Italia. Anche se poi finalmente la verità va sempre avanti. Le ingiustizie non possono durare per troppo tempo".

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