Controlli sulle agenzie di scommesse: 1 su 5 è irregolare

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La Guardia di Finanza ha passato al settacio oltre 2000 centri di giochi: il 20% è risultato fuori legge. Scoperte diverse bische non autorizzate, 185 persone sono state denunciate

Oltre 2000 esercizi controllati e più di 400 violazioni contestate: centinaia i videopoker illegali e decine i centri di scommesse non autorizzati.
E' il bilancio di un piano straordinario di controllo della Guardia di Finanza nel settore giochi e scommesse scattato nell'ultima settimana delle Olimpiadi: il 20% degli esercizi è risultato irregolare.
Sono stati sequestrati 233 videopoker illegali e 74 centri di scommesse non autorizzati, mentre sono state denucnciate 185 persone.
I fenomeni illeciti più diffusi sono risultati l'alterazione e la manomissione degli apparecchi, la raccolta abusiva di scommesse mediante agenzie clandestine, anche per conto di allibratori esteri privi di autorizzazione, le lotterie fasulle e i siti di gioco artificiosamente collocati all'estero per sfuggire a controlli e imposte.

Negli oltre 7mila controlli eseguiti dall'inizio dell'anno sono state accertate 2.358 violazioni, con il sequestro di 2.010 apparecchi e 1.059 punti clandestini di raccolta delle scommesse.
A Roma una bisca clandestina è stata scoperta nella sede di un'associazione culturale, gestita da un pluripergiudicato per associazione a delinquere.
A Padova, un'associazione sportiva nascondeva una bisca con videopoker illegali ed era strategicamente posizionata a poca distanza da una sala da gioco autorizzata: il gestore attraeva i giocatori promettendo puntate illimitate e premi immediati in denaro, anche oltre il tetto dei mille euro pagabili in contanti.
In provincia di Bari, con l'operazione "Fatal bet", sono stati sequestrati 30 esercizi, tra centri scommesse non autorizzati e punti vendita on line che raccoglievano puntate illegali su conti intestati a "prestanome": tutti i 64 responsabili sono stati denunciati. In provincia di Sassari sono stati sequestrati 29 centri scommesse monitorati dopo che un reparto territoriale ne aveva individuato uno collegato ad una rete illegale.

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