Moody's: "Italia salva entro il 2013". Borse, Milano al top

1' di lettura

L'agenzia: "Roma, Madrid e Lisbona dovranno però applicare integralmente le riforme". Ma Fitch avverte: "Senza passi in avanti potrebbero esserci nuovi downgrade. Ora basta austerity". Piazza Affari chiude a +2,4%: la migliore in Europa

La crisi del debito europeo nei Paesi periferici ha migliorato ma non risolto gli squilibri esterni e la correzione è stata completata solo a metà.
Lo rivela l'agenzia internazionale Moody's in un rapporto sugli squilibri esterni dell'Eurozona, nel quale sostiene che Italia, Spagna e Portogallo potrebbero uscire dall'attuale stato di crisi entro il 2013, se applicheranno compiutamente le riforme fin qui adottate, mentre Irlanda e Grecia (quest'ultima ha annunciato ulteriori tagli alla spesa pubblica) potrebbero richiedere fino al 2016 per completare il loro programma di riforme. In ogni caso, la recessione potrebbe durare fino ai prossimi quattro anni.
"Gli aggiustamenti - si legge nel rapporto - sia nei paesi periferici che in quelli core sono già stati avviati, in alcuni casi a un grado significativo".
"La correzione, in ogni caso, nella migliore delle ipotesi, è a metà strada, dipende dai paesi in questione e potrebbe richiedere diversi anni". Positiva la reazione delle borse anche sulla scia delle voci che la Bce si appresta a varare uno scudo anti-spread: Milano al top con +2,4%. Mentre il divario btp-bund verso i minimi da tre mesi, in area 410.

Ma Fitch frena, anche se sull'Italia... - Di tutt'altro avviso, un'altra agenzia, Fitch, secondo cui i Paesi dell'area euro potrebbero subire un nuovo abbassamento dei loro rating se non fanno passi avanti nel risolvere la loro crisi entro fine anno.
Il direttore operativo dei rating, David Riley, intervistato da Bloomberg, ha poi aggiunto che le recessioni di Spagna e Italia "stanno erodendo il supporto politico per l'austerità e per l'euro. Se non vediamo dei progressi entro fine anno, ci possono essere nuovi abbassamenti del rating".
"L'attuale governo italiano ha tantissima credibilità", ha concluso Riley,  "Monti deve fare progressi il più velocemente possibile per creare una certa luce in fondo al tunnel", sottolineando infine come i rischi della fine del suo governo siano maggiori dei problemi dell'economia.

Fitch: "Basta austerità, ora riforme" - "L'Italia non ha bisogno di altre misure di austerità, quelle varate sono sufficienti, ma ora sono necessarie le riforme", ha aggiunto David Riley.
"La sfida adesso è quella di approfittare delle opportunità che vengono dall'allentamento delle tensioni di mercato. Il governo Monti deve fare progressi il più velocemente possibile e spingere non tanto sull'austerità, sulla quale è stato fatto abbastanza, ma sulle riforme, sulle quali si deciderà chi sarà il futuro leader del paese, probabilmente ad aprile dell'anno prossimo".
Secondo Riley il compito del governo Monti deve essere ora quello "creare una po' di luce in fondo al tunnel". Anche perché ottobre "sarà un mese duro per il rifinanziamento di Italia e Spagna". E una delle difficoltà più grosse per l'Italia sarà rappresentata da "quello che accadrà alla Spagna, la quale "penso che resterà sul mercato, anche se sarà difficile che potrà restarci senza aiuti da parte della Bce".

Standard & Poor’s teme per Usa e Ue - E a rimanere pessimista è anche un'altra agenzia di rating, la "terza sorella", Standard & Poor's, secondo la quale la possibilità di una nuova recessione negli Stati Uniti è aumentata mentre le probabilità di un rallentamento nell'economia dell'Eurozona restano alte.v L'agenzia precisa inoltre di non ritenere che "le economie degli Stati Uniti e dell'Europa miglioreranno sostanzialmente il prossimo anno".
"Con l'economia globale che si indebolisce fra considerevoli rischi al ribasso, prevediamo condizioni di credito difficili" si legge in una nota di Standard & Poor's, secondo la quale "i rischi di una vera 'doppia recessione' (o recessione a W, quando dopo una breve ripresa il Pil torna nuovamente in territorio negativo) in Eurolandia restano alti". Ad aumentare l'incertezza delle prospettive economiche americane sono il possibile contagio dalla crisi del debito europea, l'economia cinese e il cosiddetto fiscal cliff, ovvero la possibilità che all'inizio del prossimo anno scattino tagli alla spesa e aumenti delle tasse insieme.

Leggi tutto