La Bundesbank stoppa la Bce: no al tetto agli spread

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Der Spiegel: Draghi vuole introdurre un limite agli interessi dei bond. La Banca centrale smentisce. In calo le borse europee: le peggiori Milano, meno 1%, e Madrid,-1,21%

La Bce getta acqua sul fuoco dell'ipotesi di fissare un tetto ai rendimenti dei titoli pubblici oltre il quale la stessa Eurotower acquisterà bond.
Era stato il settimanale tedesco Der Spiegel ad anticipare una simile iniziativa che ha ricevuto un netto stop dalla Bundesbank. "E' assolutamente fuorviante - assicura un portavoce della Bce - riportare una decisione che non è stata presa a livello individuale e che non è stata ancora discussa dal Consiglio dei Governatori, il quale agirà solo in base al suo mandato".
"Sulla base delle preoccupazioni sollevate da recenti comunicati delle autorità di governo - prosegue il portavoce - è anche sbagliato speculare immaginando futuri interventi della Bce. La politica monetaria è indipendente e viene strettamente presa sulla base del mandato della Bce".

Il piano della Bce - Il piano di Draghi per raffreddare gli spread era stato svelato dal settimanale tedesco Der Spiegel, secondo cui la Banca centrale europea starebbe valutando l'introduzione di limiti alle oscillazioni dei tassi d'interesse dei titoli di Stato dei Paesi della zona euro. La misura segnalerebbe agli investitori quali livelli di spread contro Bund giudica appropriati, scoraggiando così gli speculatori a testarli.
La Bce, scrive lo Spiegel, vuole introdurre un tetto ai tassi d'interesse allo scopo di tenere sotto controllo i costi di rifinanziamento dei Paesi in difficoltà, assicurando allo stesso tempo che gli spread tra i titoli non divergano troppo. Inoltre, la Banca centrale vorrebbe rendere più trasparenti i suoi acquisti di titoli di Stato, annunciando il volume dei suoi interventi subito dopo ogni operazione e non una volta alla settimana come avviene adesso.
Il presidente Draghi, nell'ultima riunione, aveva annunciato un intervento della Banca centrale per raffreddare gli spread di Spagna e Italia, ma subordinato alla richiesta dei governi di aiuto alla Ue. Un passaggio controverso, a cui diversi governi si oppongono, perché comporterebbe condizioni che non sono ancora state stabilite ma che potrebbero anche prevedere la supervisione della troika come per Atene.

Il no della Bundesbank
- La Bundesbank in ogni caso resta critica sul piano della Bce di intervenire sui mercati del debito per ridurre i costi proibitivi per Spagna e Italia, sottolineando che si tratta di responsabilità dei singoli stati e non dell'istituto centrale. La banca centrale della prima economia europea si sta opponendo con forza al piano proposto dal governatore Mario Draghi di riavviare il programma di acquisto di bond. Secondo il rapporto della Buba, il volume di acquisto "potrebbe essere illimitato e dovrebbe in ogni caso essere sufficiente".
"La Bundesbank resta critica sull'acquisto di bond sovrani, che porterebbe seri rischi alla stabilità", si legge nel rapporto. "Le decisioni su una possibile anche più ampia collettivizzazione dei rischi di solvibilità dovrebbe essere ancorate alle politiche finanziarie, di competenza di parlamenti e governi, e non dovrebbero riguardare la Bce". 

Le reazioni in Borsa
- La precisazione della Bundesbank si è subito fatta sentire sui mercati, con gli ordini di vendita che hanno investito Italia e Spagna. Gli effetti si sono fatti sentire anche sul differenziale fra Btp decennali e Bund tedeschi.  Dopo aver toccato un minimo a 413 punti, lo spread ha ripreso a salire fino a un massimo di giornata di 430, per poi chiudere a 426. Gli  occhi degli investitori restano comunque sempre puntati sulla  situazione della Grecia e sulla serie di incontri politici che si  terranno questa settimana, tra cui quello tra Angela Merkel e Francois Hollande.
A fine seduta Londra chiude in calo dello 0,48%, Francoforte  dello 0,10% e Parigi dello 0,22%. Madrid segna una flessione  dell'1,21% e Milano, dopo essere arrivata a perdere oltre il 2% nel  pomeriggio, riduce in parte le perdite con un calo dell'1,01%. Sul  Ftse Mib in calo Finmeccanica e Mediaset, mentre Mps chiude in buon rialzo.

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