Salva Stati, la Consulta tedesca: "Nessun rinvio"

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La Corte Costituzionale smentisce la notizia del possibile slittamento oltre il 12 settembre della sentenza sull'Esm, il fondo per evitare il contagio della crisi. Diffusi anche i dati sul Pil in Germania: nel II trimestre +0,3%, poco sopra le attese

La Corte Costituzionale tedesca non rinvierà la sentenza sull'Esm, il fondo salva Stati, oltre la data fissata del 12 settembre prossimo. "Uno slittamento della data del verdetto è escluso al momento", ha detto una portavoce della Corte.
Smentita dunque la notizia di un possibile rinvio diffusa dal quotidiano economico Handelsblatt secondo il quale una nuova causa giudiziaria avrebbe minacciato di far slittare "molto oltre" il 12 settembre la sentenza con cui la corte costituzionale avrebbe dovuto sciogliere il nodo sulla legittimità dell'Esm e del fiscal compact, premessa indispensabile all'attivazione del fondo salva Stati permanente e a eventuali interventi della Bce sul mercato secondario dei Bond. Il nuovo procedimento d'urgenza è stato aperto in seguito alla causa intentata da un gruppo di persone riunite intorno al professore di diritto 'euroscettico' Markus Kerber. I querelanti farebbero riferimento a un procedimento anti-Esm avviato da un parlamentare irlandese, Thomas Pringle, da dieci giorni sotto esame della corte di giustizia europea a Lussemburgo. Essendo la corte europea sovraordinata a quella tedesca, sostiene il gruppo di Kerber, ai giudici costituzionali di Karlsruhe non rimarrebbe altro da fare che aspettare la sentenza da Lussemburgo. Ma la Corte tedesca ha assicurato che il verdetto verrà pronunciato il 12 settembre.

La smentita arriva nel giorno in cui sono stati diffusi anche i dati sul Pil tedesco, che è cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti con un ritmo quindi superiore alle stime che indicavano una crescita dello 0,2%. L'economia tedesca, fa sapere l'Ufficio federale di statistica da Wiesbaden è stata trainata nel secondo trimestre dall'aumento delle esportazioni e dei consumi che hanno compensato il calo degli investimenti. La crescita della prima economia di Eurolandia perciò rallenta meno delle previsioni. Nel primo trimestre l'aumento del Pil della Germania era stato dello 0,5%.
Al contrario di quanto accade in Germania, nell'Eurozona a 27 i Pil sono calati dello 0,2% nel secondo trimestre 2012 rispetto al primo quarto dell'anno. Lo rileva Eurostat. Secondo l'istituto di statistica europeo la contrazione rispetto al secondo trimestre 2011 è stata dello 0,4% per l'Eurozona e dello 0,2% per l'intera Ue.
Intanto la Bundesbank prevede che l'economia del paese rallenterà nella seconda parte dell'anno. "Nella seconda metà dell'anno ci sono segnali di una certa  flessione nella crescita" ha detto un portavoce della Banca tedesca all'agenzia di stampa Reuters, aggiungendo che l'espansione del Pil del secondo trimestre è stata in linea con le stime della banca e con il potenziale di crescita della Germania.

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