Salva-Stati, il sì della Germania rischia di slittare

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La decisione di Berlino dipende dalla sentenza della Corte costituzionale. Ma la presentazione di un nuovo caso potrebbe spostare la delibera molto oltre il 12 settembre. Intanto la bilancia dei pagamenti tedesca supera quella cinese

Per via di una nuova causa pendente, la decisione della corte costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo salva-Stati Esm e del fiscal compact potrebbe slittare "molto oltre" il 12 settembre prossimo, data per cui era originariamente attesa. Lo scrive il sito del quotidiano Handelsblatt.

Attesa per una sentenza dal Lussemburgo - Secondo la redazione internet del giornale di Düsseldorf nella causa - intentata da un gruppo di persone riunite intorno al professore di diritto 'euroscettico' Markus Kerber - si farebbe riferimento a un procedimento simile intentato da un parlamentare irlandese, da dieci giorni in esame presso la corte di giustizia europea a Lussemburgo.  Essendo la corte europea sovraordinata a quella tedesca, ai giudici costituzionali di Karlsruhe non rimarrebbe altro da fare che aspettare il giudizio dal Lussemburgo, sostengono i querelanti. Per questa ragione, scrive Handelsblatt, il termine del 12 settembre su cui si erano accordati i togati tedeschi non potrà, con tutta probabilità, essere rispettato.

Export record per la Germania
- Una portavoce della corte di Karlsruhe ha confermato l'apertura di un ulteriore procedimento giudiziario in relazione alla legittimità costituzionale dell'Esm e del fiscal compact, senza però fornire ulteriori informazioni sul contenuto  L'indiscrezione arriva poche ore prima della notizia che entro la fine dell'anno la bilancia dei pagamenti della Germania avrà un attivo superiore a tutti gli altri Paesi del mondo, superando anche la Cina. E' quanto prevede l'Istituto economico Ifo in uno studio commissionato dal quotidiano economico Financial Times Deutschland.

Possibili tensioni con Bruxelles
- Nel 2012 la Locomotiva tedesca registrerà un surplus di 210 miliardi di dollari (171 miliardi di euro) contro i 203 miliardi del gigante asiatico.  In percentuale, l'attivo della bilancia dei pagamenti della Germania rappresenterà almeno il 6% del Pil complessivo tedesco rispetto ad un contributo del 2,5% del surplus della bilancia dei pagamenti cinese verso la crescita economica di Pechino. Tuttavia, nell'Unione Europea un surplus nella bilancia dei pagamenti del 6% e oltre è considerato una minaccia per la stabilità economica della regione. Bruxelles quindi potrebbe obbligare Berlino a ridimensionarne l'attivo, secondo quanto ha spiegato l'economista dell'Ifo Steffen Elstner.  Il governo tedesco ha espresso tutta la propria soddisfazione davanti a questi dati, affermando che sono la prova di un Paese "competitivo".

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