Pomigliano, ricorso inammissibile: "Fiat assuma gli operai"

Lo stabilimento Fiat a Pomigliano
1' di lettura

Il Lingotto aveva chiesto di sospendere la decisione dei giudici che imponeva l'assunzione di 145 lavoratori Fiom. Ma la Corte d'Appello ha bocciato la richiesta. Landini: "E' la conferma che c'era discriminazione". L'azienda: "Solo decisione tecnica"

La Corte d'appello di Roma ha respinto il ricorso presentato da Fiat per sospendere la decisione dei giudici che impone il rientro in fabbrica a Pomigliano di 145 lavoratori iscritti alla Fiom, e il sindacato dei metallurgici Cgil ha annunciato che chiederà l'esecuzione della sentenza. Giorgio Airuado, membro della segreteria nazionale della Fiom, ha spiegato che "la  Corte d'appello di Roma ha bocciato la richiesta di sospensiva presentata dall'azienda in attesa del giudizio (sul merito). Dunque noi chiediamo l'esecuzione della sentenza, dato che la corte l'ha ritenuta valida. E' la Fiat che è inadempiente". Nel giugno scorso, il tribunale di Roma ha condannato Fiat per discriminazioni contro la Fiom nelle assunzioni alla newco di Pomigliano.

Landini: "La prova che Fiat ha discriminato" - Da parte sua Maurizio Landini, leader della Fiom, sottolinea che "è una buona notizia prima di Ferragosto. E' cosi' confermato che Fiat debba assumere i 145 nostri iscritti, poi resta il ricorso in appello". Con la decisione della Corte di Appello "credo - prosegue Landini - che da un lato si conferma che le discriminazioni quando ci sono vanno rimosse, e si conferma non solo che la Fiat ha fatto una discriminazione a Pomigliano ma anche che la debba rimuovere assumendo i 145 nostri iscritti. A questo punto e' necessario che la Fiat dia corso alle assunzioni, altrimenti saremo di fronte all'ennesima violazione e credo che a quel punto sia le forze politiche che il governo non potrebbero continuare a stare zitti"."L'azienda - conclude il sindacalista - nelle future assunzioni non deve discriminare nessun lavoratore iscritto a qualsiasi sindacato. Le liberta' personali vanno rispettate".

Fiat: "Decisione puramente tecnica" - "Il prossimo 9 ottobre la Corte di Roma deciderà l'appello proposto da Fabbrica Italia Pomigliano sull'inusitata pronuncia con cui il Tribunale di Roma ha imposto alla società di assumere 145 operai solo perché iscritti alla Fiom. Oggi è stata adottata una decisione semplicemente tecnica, avendo la Corte ritenuto che, in assenza di atti concreti da parte della Fiom volti ad ottenere l'esecuzione della pronuncia del Tribunale di Roma, non vi fosse alcuna necessita' di un provvedimento che ne sospendesse l'efficacia", ha replicato in una nota la Fiat.

Le tappe della vicenda - La sentenza prevede che l'azienda assuma nella nuova società campana 145 lavoratori con la tessera della Fiom. Diciannove lavoratori iscritti al sindacato che hanno firmato il ricorso individuale avranno anche un risarcimento di 3.000 euro per il danno subito. Il ricorso per discriminazione sindacale era stato presentato dal sindacato metalmeccanico della Cgil perché tra i 2.100 lavoratori assunti dalla newco non c'è nessun iscritto alla Fiom. L'azienda ha presentato poi ricorso contro la sentenza, chiedendo anche la sospensione dell'esecutività. La sentenza è solo l'ultimo atto, in termini di tempo, di un diffuso scontro giudiziario innescato dalla Fiom-Cgil dopo gli accordi aziendali Fiat che riconoscono solo le rappresentanze dei sindacati che hanno firmato le intese, escludendo quindi i metalmeccanici della Cgil. Contro la decisione aziendale di non riconoscere le sue rappresentanze, la Fiom ha presentato decine di ricorsi in tutti i tribunali dei territori in cui ci sia una presenza di Fiat. L'iniziativa ha finora portato a una serie di sentenze contradditorie, parte a favore del sindacato e parte a favore dell'azienda, su cui dovrà probabilmente pronunciarsi la Corte di Cassazione.

Leggi tutto