Fondo Salva Stati, Finlandia contraria a licenza bancaria

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Il premier Jyrki Katainen: "I fondi per il salvataggio dell'euro vengono impiegati in modo inefficiente". E poi suggerisce all'Italia: "Non venda i suoi beni pubblici. Meglio usarli a garanzia del debito"

La Finlandia è come la Germania contraria alla concessione di una licenza bancaria al fondo salva-stati Esm, poiché ciò aprirebbe solo una falla senza limiti. Lo spiega in un'intervista allo 'Spiegel' il premier finlandese Jyrki Katainen, che ammonisce gli altri Paesi dell'Eurozona a non usare trucchi. "Noi siamo contrari", spiega, poiché "una licenza bancaria significherebbe che non c'è più nessun limite. Ciò farebbe solo impennare in maniera così elevata la pressione che gli aiuti non risulterebbero più credibili. Non credo che si possa risolvere la crisi con semplici trucchi".

"Fondi usati in modo inefficiente"
- Alla domanda se non sia giunto il momento di formare un'alleanza dei Paesi virtuosi del nord come Germania, Finlandia e Olanda, per contrastare la coalizione di quelli del Sudeuropa, Katainen aggira elegantemente la questione. "Io sono per l'unità dell'Europa", sottolinea, "ma è naturale che Paesi con interessi simili parlino tra loro. Siamo molto preoccupati per il fatto che i soldi destinati al salvataggio dell'euro vengano impiegati in maniera inefficiente. L'ho detto anche al signor Monti, ma non so se ha capito. In ogni caso conosce il nostro punto di vista". Il premier finlandese riconosce però che "Italia e Spagna stanno attuando grandi riforme di struttura, di cui però non tengono conto i mercati. Per questo le obbligazioni garantite potrebbero essere una soluzione per guadagnare tempo fino a quando i mercati apprezzeranno le riforme".

Contrario alla vendita di beni pubblici - Katainen si dice poi anche contrario alla vendita dei beni pubblici da parte dell'Italia, suggerendo invece di usarli a garanzia del proprio debito. "Al momento dovrebbe essere privo di interesse per i Paesi in difficoltà vendere le partecipazioni dello Stato, con i prezzi che sono così bassi. Queste partecipazioni potrebbero invece essere utilizzate per garantire i titoli da vendere sul mercato" spiega il premier finlandese. "Noi abbiamo utilizzato le proprietà patrimoniali dello Stato come pegno, riuscendo a ridurre sensibilmente gli interessi", precisa Katainen, il quale aggiunge che "in breve tempo siamo riusciti a risparmiare il 10% del nostro Pil. Questa esperienza decisiva non la dimenticheremo mai". Il presidente finlandese ribadisce che una soluzione della crisi potrebbe essere trovata "se i Paesi in difficoltà emettessero obbligazioni garantite, da coprire con proprietà dello Stato. Dobbiamo fare di tutto affinché Spagna e Italia continuino ad ottenere denaro sul mercato privato dei capitali".

"Se ci sono paesi che non rispettano le regole bisogna intervenire" - Critico si dice anche Katainen sugli acquisti di bond da parte della Bce, poiché l'Eurotower in passato ha già acquistato titoli di stato sul mercato secondario, "ma ciò ha aiutato solo a breve termine. Noi siamo molto critici, ma non siamo antieuropei perché rifiutiamo questa misura. Non possiamo pretenderlo dai nostri cittadini, ma dobbiamo utilizzare il denaro disponibile in modo intelligente. Dobbiamo cercare altre strade e altri mezzi, le soluzioni devono essere efficienti e sostenibili". Katainen si mostra poi duro con i Paesi in crisi che non fanno i compiti a casa e chiede di metterli in riga se non filano dritto. "Se ci sono Paesi che non rispettano le regole, si deve intervenire. Le regole devono rispettarle tutti e ogni Stato deve assumersi la responsabilità della propria economia". Katainen ricorda che "l'Europa è una grande famiglia, nella quale tutti i componenti promettono di rispettare le regole, ma la crisi ha dimostrato che così non è stato. Noi finlandesi non lo troviamo giusto". Il premier invita in proposito a ricordare che "anche molti finlandesi sono colpiti dalla crisi e sono disoccupati, per questo chiediamo regole più severe e maggiori diritti di controllo per la Commissione di Bruxelles. La gente deve avere la sensazione che si agisce in modo giusto".

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