Wall Street Journal: “A Monti serve più sostegno dall'Ue”

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Il quotidiano finanziario difende il premier dopo le polemiche con Berlino per l’intervista a Der Spiegel: “Ha bisogno dell’appoggio europeo ma la Germania chiede riforme interne più dure. Il professore ha una grande credibilità e questo fa la differenza”

Il premier italiano Mario Monti, alle prese con un "circolo vizioso”, con misure impopolari che rischiano di far vacillare l'appoggio dei partiti politici al suo governo, ha bisogno del sostegno dell'Ue. Ma questo non sta arrivando. E, invece, dalla Germania giunge la richiesta di misure interne più severe. Il Wall Street Journal, l'autorevole quotidiano finanziario americano, torna sulla crisi dell'eurozona. E sembra lanciare una sponda al premier italiano proprio poche ore dopo le polemiche Roma-Berlino che hanno seguito l'intervista del premier italiano a Der Spiegel.

"Monti ha una grande credibilità, in Germania e a livello internazionale e questo fa la differenza", scrive il giornale citando le parole del segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner secondo il quale "la forza" del professore "non è solo la sua capacità di riportare fiducia nella politica economica italiana, ma quella di aiutare a portare l'Europa verso istituzioni più forti e una più efficace strategia di crescita". Ma il premier - ricorda il Wsj - "è un'anomalia in Europa: è un leader non eletto", chiamato a misure impopolari cui i partiti politici si "sono tenuti alla larga". Lui "non ha una sua base se non la sua credibilità personale".

Credibilità che il Wsj torna a sottolineare, in più passaggi, citando non solo le azioni finora compiute, sia in politica economica interna (non senza momenti di tensione come nel caso della riforma del lavoro) sia nella gestione della crisi dell'eurozona a livello internazionale. Come dimostrato - ricorda - nella posizione tenuta all'ultimo Consiglio europeo di fine giugno nel quale ha 'spuntato' un primo via libera allo scudo anti-spread. Un vertice, quello di un mese e mezzo fa, in cui "ha dato, a sorpresa, un ultimatum alla cancelliera Angela Merkel" mettendo in luce "un conflitto, anche filosofico, che è al centro dell'eurozona". Ma anche all'ultimo G20 di Los Cabos quando - ricorda il Wsj - l'idea di Monti di un piano anti-spread ha incassato l'appoggio del presidente Usa, Barack Obama, nonostante l'opposizione della cancelliera tedesca. Un presidente, Obama, preoccupato per i venti di crisi che spirano in Europa ma che - sottolinea il giornale - "non poteva spingere i leader europei ad un accordo". E Monti "non ha mollato".

Il Wall Street Journal si sofferma poi sul nodo Bce, "la sola che ha la potenza di fuoco necessaria a muovere i mercati". E sui cui punta anche Monti che - secondo il giornale Usa - non ha dubbi sul fatto che l'Eurotower farà tutto il necessario per salvare l'euro: "Sono sicuro che la notte prima della disintegrazione" della moneta unica, la Banca Centrale Europea "farà tutto il necessario per salvarla: la domanda è se è necessario arrivare alla notte prima?", conclude il Wsj citando le parole del premier italiano.

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