Westerwelle: "Euro può fallire anche per troppa solidarietà"

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Duro intervento del ministro degli Esteri tedesco contro l'ipotesi di una licenza bancaria al fondo salva stati: "La Germania non può garantire i debiti di tutta l'Europa". Intanto dalla Csu arriva un attacco a Mario Draghi: "Favorisce l'Italia"

Duro intervento del ministro degli Esteri, il liberale Guido Westerwelle, sulla possibile concessione di una licenza bancaria al fondo salva-stati Esm, sulla cui costituzionalità deciderà il 12 settembre l'Alta Corte di Karlsruhe. In un'intervista al settimanale 'Focus' Westerwelle spiega che "il governo tedesco non può approvare una garanzia in solido per i debiti dell'Europa o una garanzia per l'ignoto. Ciò vale anche per la molto discussa proposta di dotare di una licenza bancaria il fondo salva-stati Esm". Westerwelle sottolinea che, così facendo, sulla Germania penderebbero rischi ignoti e illimitati e "ciò non sarebbe compatibile con la nostra Costituzione".

Westerwelle: "L'Europa può fallire anche per troppa solidarietà"
- Secondo il ministro, il Bundestag deve rimanere "il custode dei soldi dei contribuenti tedeschi". "Non riesco ad immaginare che una politica dell'illimitata garanzia in solido della Germania sul debito trovi una maggioranza al Bundestag. In ogni caso come parlamentare io non potrei approvarla". Come aveva già fatto Angela Merkel, anche Westerwelle ammonisce a non sopravvalutare le possibilità della Germania nel salvataggio dell'euro, poiché "l'Europa può fallire anche per troppa solidarietà, ovvero se pretendiamo troppo da noi e pretendiamo troppo poche riforme dagli altri". "La parola d'ordine dell'Eurozona non deve essere 'più spesa', ma 'una spesa migliore'", ammonisce il ministro, aggiungendo che sull'esempio dell'Agenda 2010, la riforma dello stato sociale varata nel 2003 da Gerhard Schroeder, "c'è bisogno in tutta Europa di un'Agenda 2020 per una maggiore competitività. Abbiamo bisogno di profonde riforme in tutta l'Eurozona". Riguardo alla Grecia, Westerwelle ribadisce che "non può andare il fatto di concordare riforme e di mettere poi in discussione quelle promesse".

Csu: "Mario Draghi ha un conflitto d'interessi con l'Italia" - E intanto sempre dalla Germania arriva un duro attacco a Mario Draghi dalla Csu, il partito bavarese che, insieme alla Cdu e alla Fdp di Westerwelle, sostiene il governo di Angela Merkel. "Salta all'occhio che Draghi si attiva sempre e vuole far acquistare bond dalla Bce ogni volta che l'Italia è alle strette", dichiara il segretario del partito Alexander Dobrindt al quotidiano berlinese 'Tagespiegel', aggiungendo Draghi "deve decidere da che parte sta, dalla parte dell'unione della stabilità o da quella dei Paesi in crisi, che cercano di soppiatto di mettere le mani sui soldi dei contribuenti tedeschi". Secondo l'esponente della Csu, per risolvere la crisi dell'euro "bisogna combattere le cause dei problemi, non i sintomi", mentre i piani del presidente della Bce "evidenziano di nuovo le menzogne dei centralisti di Bruxelles. Non si possono creare standard di vita uguali da Atene a Monaco di Baviera". Per Dobrindt il soccorso della Bce in favore dei Paesi in difficolta' e' un "eurosocialismo". Il segretario della Csu lamenta poi che nel direttivo della Bce "la Germania si assume oltre un quarto delle garanzie, ma ha lo stesso peso di Paesi come Cipro, un voto. Si tratta di un difetto dalla nascita della Bce ai danni della Germania, che come Paese di maggiore peso ha bisogno di un diritto di veto nel board della Bce".

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