Confindustria: “Non ci sarà nessuna ripresa entro l’anno”

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi
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Il Centro Studi di viale dell’Astronomia ha reso note previsioni negative per l’Italia: “Lo scenario globale è ulteriormente peggiorato. E nel nostro paese la diminuzione del Pil proseguirà”. Per uscire dalla crisi “quasi tutto dipende da Eurolandia”

"Non ci sarà nessuna ripresa entro l'anno". La Congiuntura Flash del Centro Studi di Confindustria ha reso note fosche previsioni per l'Italia. "Lo scenario globale è ulteriormente peggiorato. E in Italia la diminuzione del Pil proseguirà: il secondo trimestre si è chiuso con tutti gli indicatori congiunturali in ribasso, soprattutto i nuovi ordini, annullando le probabilità di rilancio nella seconda metà dell'anno" si legge nel testo. "C'è qualche timido segnale di rallentamento della flessione a partire dall'estate inoltrata". Confindustria parla poi di “progressivo deterioramento delle prospettive occupazionali confermato dalle attese delle imprese, che pure proseguono nel tentativo di salvaguardare il capitale umano. Non si svuota, infatti, il bacino di persone in Cig, che è stato stimato dal Centro studi di Confindustria pari a 370mila unità di lavoro standard in giugno (+36,2% rispetto all'agosto 2011)".

Per l'uscita dalla crisi, "quasi tutto ora dipende dall'evoluzione del quadro in Eurolandia, che sempre più appare intrappolata in una spirale depressiva, a causa non tanto di aggiustamenti ineluttabili quanto dell'incertezza e dei danni che la gestione europea della crisi provoca, tra l'altro con politiche di risanamento troppo restrittive". Pur essendo "partita dalla periferia, la contrazione dell'attività economica ha ormai coinvolto le economie core". Dall'Eurozona le onde recessive si allargano al resto del mondo, che di per sé non gode di ottima salute, anche perché "la Bce agisce in misura limitata sia con gli strumenti ordinari (tassi) sia con quelli straordinari (acquisto diretto di titoli di Stato), per vincoli politico-culturali più che istituzionali".

Proprio la situazione economica italiana ed europea è stata al centro di un colloquio telefonico che il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha avuto con il capo dello Stato Giorgio Napolitano, a Londra per l’apertura dei giochi olimpici. Ieri, mercoledì 25 luglio, Squinzi aveva parlato della crisi senza usare mezzi termini. “Siamo nella tempesta, serve coesione”.

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