Moody’s declassa il fondo salva Stati europeo

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L’agenzia di rating rivede al ribasso l'outlook: da “stabile” a “negativo”. L'Efsf: "No downgrade nell'immediato".  Smentita la nota congiunta di Spagna, Francia e Italia

L'agenzia Moody's rivede al ribasso le prospettive dell'Efsf, il fondo salva Stati europeo a "negativo" da "stabile". E' quanto si legge in una nota. La revisione al ribasso delle prospettive dell'Efsf riflette il taglio dell'outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo, afferma Moody's, sottolineando come il rating dell'Efsf "sia sensibile ai cambi di rating dei Paesi con tripla Aaa" con i contributi maggiori al fondo. In una nota il fondo salva Stati sottolinea come le emissioni dell'Efsf, nonostante l'abbassamento da parte di Moody's dell'outlook continuino comunque a mantenere la tripla 'A'. L'outlook ha infatti un "orizzonte temporale di 12-18 mesi" e quindi "non indica nessun" downgrade "nel futuro immediato.

L'annuncio di Moody's è giunto nella notte, al termine della burrascosa giornata finanziaria di martedì 24 luglio, segnata anche dal giallo o dalla gaffe diplomatica di Madrid sul comunicato congiunto di Spagna, Francia e Italia per fare pressing sulla Ue per l'attuazione immediata degli accordi presi al Consiglio europeo di fine giugno.
Intanto il ministro dell'Economia spagnolo de Guindos e il tedesco Schaeuble, in una nota congiunta, auspicano una "veloce applicazione delle decisioni del Consiglio Ue del 29 giugno.
Anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi, in un’intervista al Messaggero, auspica che l’eurozona sia capace di “mostrare la solidità e la sostenibilità delle misure prese nell'ultimo Consiglio europeo”. E rassicura: “Siamo inseriti in una traiettoria giusta e se sapremo insistere sulla capacità di comunicare le nostre decisioni ci saranno ancora settimane difficili, ma esistono le condizioni per un quadro più sereno a inizio autunno". Quanto alla Germania, il ministro osserva che è "straordinariamente consapevole" che la fine dell'euro le si ritorcerebbe contro" e "non ha interessi sostanzialmente diversi da quelli degli altri partner dell'eurozona nel garantire la continuità dell'euro e il rafforzamento delle nostre economie".

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