Spagna, allarme default. Migliaia in piazza contro il rigore

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Madrid teatro di scontri tra polizia e manifestanti: 6 arresti e 26 feriti. Il ministro Montoro: "Il Paese non ha un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici". Indetti 80 cortei. VIDEO e FOTO

Resta altissima la tensione nel paese iberico per i tagli imposti dal governo di Mariano Rajoy. Nella notte tra il 19 e il 20 luglio, migliaia di manifestanti hanno invaso le strade di Madrid e altre decine di città spagnole al grido di "No" al nuovo piano di austerity del governo spagnolo approvato dal Congresso, che prevede l'aumento dell'Iva, e ai tagli che colpiscono in particolare il settore statale (GUARDA IL VIDEO). Nella mattinata del 20, nella capitale, la polizia è stata costretta a sparare con pallottole di gomma per diperdere la folla che si era radunata in centro e la giornata si preannuncia particolarmente 'calda' per le circa 80 manifestazioni indette in tutta la Spagna dai sindacati.

Migliaia in piazza a Madrid  - Contenitori bruciati, barricate improvvisate, spari a salve e proiettili di gomma. E' quanto è rimasto per le strade del centro di Madrid dopo la manifestazione contro i tagli del Governo. "Che il prossimo disoccupato sia un deputato", ha gridato la folla. E ancora: "Mani in alto, questo è un assalto", riprendendo lo slogan divenuto oramai un grido di battaglia dei diversi cortei che si moltiplicano in tutto il Paese dall'annuncio, lo scorso 11 luglio, del piano di rigore di Mariano Rajoy, con l'obiettivo di economizzare 65 miliardi di euro. E sono stati tanti gli slogan contro il primo ministro: "Rajoy ci sta derubando". Passata la mezzanotte sono poi iniziati gli scontri tra la polizia e le centinaia di persone che si erano dirette verso il Congresso, blindato da una doppia recinzione. La tensione è esplosa quando gli agenti hanno iniziato a disperdere e ad inseguire gruppi di manifestanti nelle strade circostanti.

Il governo cerca di far quadrare i conti - Le proteste vanno avanti dalla scorsa settimana, quando il primo ministro Rajoy ha annunciato una manovra da 65 milioni di euro per tagliare il disavanzo pubblico. Tra le misure approvate dal governo, molti tagli alla spesa e alle retribuzioni del settore pubblico, tra cui l'eliminazione delle tredicesime per i dipendenti statali, che equivale a un taglio del 7% annuo degli stipendi. La Spagna, per ammissione dello stesso governo, sta camminando sul filo della bancarotta. Il paese registra la seconda fase recessiva in quattro anni e ha visto il tasso di disoccupazione schizzare oltre il 24%. "Non abbiamo più soldi nelle casse dello Stato per pagare i servizi pubblici", ha ammesso il ministro del Bilancio, Cristobal Montoro. Inoltre, il governo è pressato dalle autorità europee e dalle organizzazioni finanziarie internazionali che chiedono al paese di mettere ordine nelle finanze pubbliche in cambio degli aiuti
necessari a salvare il settore bancario.

Si riunisce l'Eurogruppo - E venerdì 20 luglio i ministri delle Finanze dell'Eurogruppo si sono riuniti i teleconferenza per approvare gli aiuti per la ricapitalizzazione delle banche spagnole in difficoltà. L'esatto ammontare sarà deciso probabilmente a settembre. I ministri sigleranno un memorandum d'intesa con la Spagna, nel quel saranno messi nero su bianco i termini dei prestiti.

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